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Elezioni regionali in Sicilia: come si stanno delineando gli schieramenti

Se M5s ha già il suo candidato, Nello Musumeci divide il centrodestra. Corteggiato sia da Pd che da Forza Italia, Angelino Alfano sembra vicino all'accordo con il centro sinistra (Lupi permettendo)

Il 5 novembre si tengono le elezioni regionali in Sicilia per decidere il post Crocetta. L'isola dimenticata, dove il governatore uscente di area dem in cinque anni ha nominato ben 58 assessori, rischia di diventare merce di scambio e ago della bilancia dei futuri equilibri politici a livello nazionale, in vista del voto del 2018.

Ecco quali sono i candidati finora individuati e quali schieramenti politici si stanno delineando.

Il candidato del Movimento 5 Stelle 

Il Movimento 5 Stelle non ha perso tempo e il 9 luglio, tramite il voto on line dei suoi iscritti, ha nominato quasi con un plebiscito (51.1% dei voti) il suo candidato. Si tratta di Giancarlo Cancelleri, quarantaduenne di Caltanissetta che ci riprova dopo che nel 2012 fu battuto da Rosario Crocetta.

Fedelissimo di Luigi Di Maio, molto vicino ai vertici pentastellati, è un esponente dell'ala pragmatica del Movimento e il nome che toglie ogni possibilità di divisione interna. 
Sulla Sicilia il M5s crede tanto: cinque anni fa partì dall'isola la sua avanzata. E ora sperano che dalla Sicilia parta la conquista al governo d'Italia

Nello Musumeci, il nome che divide il centrodestra

Nello Musumeci, 62 anni, deputato in Regione Sicilia, ex presidente della provincia di Catania e già sottosegretario al Lavoro, si è lanciato già ad aprile come candidato a governatore regionale. Ex An, è sostenuto da Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia, in primis, e da Matteo Salvini di Lega Nord. Ma non trova l'appoggio di Forza Italia, che rompe il patto di centrodestra. 

Contro Musumeci si è espresso chiaramente Gianfranco Micciché, coordinatore di Forza Italia in Sicilia. Non gli sarebbe piaciuto il veto di Musumeci al supporto di Alfano. L'azzurro apre al Ministro degli Esteri per realizzare una coalizione sulla scia del Ppe, non guidata però da Alternativa Popolare. Crede di aver convinto Berlusconi in merito, anche se di certo non ha convinto la Meloni. 

Angelino Alfano, ambito da Forza Italia e Pd

Ironia delle strategie politiche, quello che potrebbe essere l'anello chiave delle alleanze in Sicilia è Angelino Alfano, transfuga di Forza Italia, alleato di governo Pd protagonista di duri botta e risposta con Renzi (vedasi sulla legge elettorale: "Renzi fa cadere i governi", "Angelino, se dopo anni al governo, hai fatto il ministro, non riesci a prendere il 5%...").
Secondo i sondaggi, in Sicilia potrebbe portare un 8% di voti, una fetta allettante per ogni schieramento politico.

Forza Italia non lo rinnega. Il passato e i tradimenti non si dimenticano, ma in nome della vittoria del centrodestra per Angelino c'è posto, ma fuori dal partito, come alleato. "Se chi se n'è andato ha finalmente compreso che col Pd e coi suoi alleati è impossibile governare, vuole tornare per dare una mano, è giusto che trovi le porte del centrodestra aperte", conferma Mara Carfagna l'8 agosto in un'intervista al Messaggero
Il candidato che potrebbe piacere a Silvio Berlusconi? Gaetano Armao, ex assessore della giunta di Lombardo, docente di diritto amministrativo e fondatore del Movimento Sicilia Nazione. 

Anche il Pd, che cerca pure un accordo con i bersaniani di Mdp, corteggia Angelino, agrigentino che nella sua regione ha il suo buon appeal. Nel pomeriggio del 7 agosto il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha incontrato il leader di Ap, cercando di ricucire gli strappi creatisi con Renzi.
La super proposta dem? Muoversi da alleati sia in Sicilia che nelle elezioni politiche del 2018, allontanando ambizioni di legge elettorale alla tedesca e mantenendo al 3% la soglia di sbarramento alla Camera e puntando a una coalizione al Senato per superare lo sbarramento dell'8% che spaventa Ap. Nel mirino un governo Renzi-Alfano bis.

Anche se Alfano giura che non ci sono ancora patti chiusi, c'è chi parla di accordo già sancito con il Pd, ancora non ufficializzato solo per evitare scissioni interne con Maurizio Lupi: rappresentante dell'ala lombarda degli alfaniani, Lupi spinge per un accordo in Sicilia con il centrodestra.
Micciché dal suo canto non si dà per vinto. È convinto che Alfano non abbia ancora stretto la mano con il Pd e si allei con Fi: "Speriamo ancora che Alfano possa venire con noi. Tutti gli esponenti siciliani di Ap vogliono venire con noi, quindi la partita non è chiusa".

Ha parole di miele per Angelino anche il presidente della Commissione Esteri al Senato, Pierferdinando Casini, che dopo aver decantato la sintonia con Alfano, in Sicilia come a Roma, il 10 agosto in un'intervista al Mattino dà per scontata l'intesa tra Pd e Angelino: "Chi ha collaborato con Letta, Renzi e Gentiloni, chi ha sostenuto e fatto parte di governi di centrosinistra e in Sicilia ha appoggiato il governatore Crocetta, non può correre dietro al pifferaio Salvini". Da Cicchitto al coordinatore siciliano di Ap Castiglione, molti darebbero per sicuro questo approdo. Come candidati papabili Casini propone Gianpiero D'Alia, Giovanni La Via e Dore Misuraca

Gli altri candidati già ai blocchi

Intanto Rosario Crocetta si rimette in gioco. Il 19 luglio ha annunciato la sua ricandidatura con la lista Il Megafono, il movimento che creò alle scorse elezioni regionali nell'isola. Nell'annuncio ha declamato i meriti della sua amministrazione ("risanato il bilancio, rilanciato la crescita e creato le condizioni per lo sviluppo di questa terra") e quasi preteso l'appoggio del Pd ("Non c'è alcuna ragione, anzi per il Pd esisterebbe persino un obbligo statutario, a riconfermare il presidente uscente"). Ancora però il Partito democratico non ha dato il suo sostegno.

Anche Ottavio Navarra è già tra i candidati a governatore. Editore ed ex deputato dei Democratici di Sinistra, è appoggiato da Azione Civile, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano e Possibile.

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