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Politica

Elezioni politiche 2013: così ci si inventa la discesa in campo

Fornero, La Russa, Landini e Montezemolo: piani e retroscena della campagna 2013.

Elsa Fornero, ministro del welfare

ELSA FORNERO

1 - ELSA CERCA SPAZIO NEL PD (MA BERSANI RESISTE)

Ai piani alti del Pd c’è chi ha guardato con sospetto alla dichiarazione con cui Elsa Fornero ha ammesso per la prima volta che «sugli esodati abbiamo sbagliato». Sono gli stessi personaggi sicuri che dietro il cambio di registro del ministro del Welfare ci sia l’intenzione di svestire i panni del tecnico per prepararsi a un futuro in politica. Sospetti a parte, l’ipotesi che Walter Veltroni ed Enrico Letta abbiano ricominciato a battere la pista abbandonata a marzo, che portava dritta a una candidatura di Fornero col centrosinistra versione 2013, è tutt’altro che campata in aria. E non solo perché «Elsina», come confessò nel 2009 in un’intervista alle pagine torinesi della Repubblica, s’è sempre sentita politicamente vicina sia a «Enrico» («Mi piace, è chiaro e lineare») che a «Walter» («L’ho difeso tante volte»). Quanto perché adesso ci sarà da riempire anche quella superlista civica che affiancherà i Democratici in una coalizione che rimane comunque tutta da costruire. L’operazione, però, è molto complicata. Anche perché nella cerchia ristretta di Pier Luigi Bersani qualcuno ha già tolto dagli archivi una serie di sondaggi tutt’altro che confortanti. Stando al primo, elaborato dalla Ipr Marketing il 28 marzo, l’indice di popolarità di Fornero sarebbe sceso dal 58 per cento di dicembre 2011 al 46 di marzo 2012. Nella stessa rilevazione c’è una tabella sull’ipotesi che una donna vada al Quirinale. La rilevazione è netta: il ministro del Welfare sarebbe decisamente più apprezzata dagli elettori di centrodestra (11 per cento) che da quelli di centrosinistra (5). Basterà al ministro avere fatto ammenda sugli esodati per tornare a scalare la classifica? La risposta del  segretario del Pd, per adesso, è quella scontata. E cioè no.
(Tommaso Labate)

2 - ARRIVA LA LISTA DI IGNAZIO MENTRE FINI ARRANCA

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«Noi, alleanza per la Sicilia». È il nome provvisorio del progetto per ricostruire la destra in Italia e nel Pdl partendo dall’Isola. A stimolarlo Ignazio La Russa, che intenderebbe coinvolgere i vecchi amici di Alleanza nazionale persi per strada. Tutto nasce da un incontro in via dell’Umiltà, a Roma, protagonisti lo stesso La Russa, i fuoriusciti dal Fli Adolfo Urso, Andrea Ronchi, Pippo Scalia e i deputati siciliani Marco Falcone ed Enzo Vinciullo. Nel progetto potrebbero confluire anche gli uomini forti de La Destra di Storace in Sicilia, Nello Musumeci su tutti. La lista siciliana dovrebbe rappresentare, nelle intenzioni, un esperimento pilota in vista delle prossime elezioni politiche. Tanto che, dopo un iniziale scetticismo, anche Maurizio Gasparri sembrerebbe intenzionato ad accettare l’operazione.

Intanto continuano i guai per Gianfranco Fini (che in Sicilia ha ricevuto in «regalo» da Raffaele Lombardo la nomina di un toscano, Massimiliano Simoni, vicecoordinatore regionale di Fli, nel cda di Cinesicilia): il leader di Fli ha annullato la conferenza programmatica del 16 giugno che doveva sancire l’ingresso dei futuristi nel Partito della Nazione. Il motivo? Pier Ferdinando Casini non risulta raggiungibile. E da molto da tempo.
(Antonio Rapisarda)

3 - ALTRO CHE PARTITO DELLA FIOM, LANCIO UN'OPA SUL CENTROSINISTRA

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Maurizio Landini davvero vuoi fare il partito della Fiom?
Un partito? No
E che cosa?
Incontreremo i partiti e i movimenti che hanno un rapporto con la Fiom per chiedere di mettere il lavoro al centro dei loro programmi.
Fissata la data?
Il 9 giugno, a Roma.
Gli invitati?
Le forze del centrosinistra, Libertà e giustizia, il Centro per la riforma dello Stato diretto da Mario Tronti, il gruppo dell’economista Mario Pianta, il direttore di «Micromega» Paolo Flores d’Arcais, la Casa internazionale delle donne.
E i grillini?
No, loro hanno altre modalità. Ma siamo comunque interessati a parlare con tutti.
Diceva dei temi del lavoro: più precisamente?
Porremo una domanda: i temi del lavoro sono o no una discriminante per costruire l’alternativa?
Le risponderanno sicuramente di sì.
Certo, ma non basta. Perché li metteremo anche di fronte alle loro responsabilità.
Quali?
I provvedimenti legislativi che mettono in discussione i diritti dei lavoratori e stravolgono i principi della Costituzione: quelle leggi proposte dal governo e approvate dal Parlamento...
Articolo 18, riforma delle pensioni?
Quelle leggi, certo. E l’articolo 8 voluto a suo tempo dal ministro Maurizio Sacconi sulla rappresentanza sindacale.
Quello che ha «espulso» la Fiom dalla Fiat?
Quello che ha permesso di derogare dalle leggi e dai contratti nazionali consentendo a Sergio Marchionne di scegliere lui i sindacati graditi.
Con voi è impossibile discutere, dicono.
Se abbiamo un punto di vista diverso, siamo fuorilegge?
Bella domanda, per l’incontro del 9 giugno.
Chiederemo anche perché tanti non votano. Perché le istanze dei lavoratori non sono rappresentate dalla politica. E di rivedere l’Europa del predominio finanziario.
Partito del lavoro: le piacerebbe questo nome per il Pd?
Se esprime un’identità, il nome ha la sua importanza.
Susanna Camusso: sindacato o politica.
Chi sceglie la politica lascia il sindacato. Ma non possiamo essere subalterni alla politica.
Partito, no. Candidato premier del centrosinistra?
Fesserie. Alla Fiom c’è ancora molto da fare.
(Giovanni Fasanella)

4 - A LUCA PIACE BATTIATI E PER I CANDIDATI PARTE LA SELEZIONE

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Franco Battiato, cantante (e che cantante). Edoardo Nesi, scrittore, premio Strega 2011 con Storia della mia gente. Marco Tarchi, fu politico di destra, ora insigne studioso di scienza politica. Sono alcuni dei nomi individuati dai cacciatori di teste che affiancano Luca Cordero di Montezemolo nella ricerca di candidati spendibili per Italia futura, la lista che Lcdm intende presentare alle elezioni politiche del 2013. Personalità, sia chiaro, non ancora interpellate, ma alle quali verrà chiesto «di dare una mano per cambiare il Paese evitando di consegnarlo ai populisti di destra e di sinistra» riferisce una gola profonda. Il ragionamento di Montezemolo parte da una considerazione di fondo: questa classe politica non riuscirà a cambiare la legge elettorale. Dunque bisogna prepararsi alle urne secondo le regole del Porcellum. E siccome, di fatto, il voto è solo d’opinione, per catturare consenso non basterebbero i vari professori «tecnici» candidati in pectore: Nicola Rossi, Irene Tinagli, Marco Simoni, Michele Ainis, e altri ancora. Né gli imprenditori grandi sponsor (e grandi finanziatori) di Italia futura. Serve perciò allargare il campo d’azione alla parte di società italiana colta e artistica. Al reclutamento dei «letterati» stanno lavorando Federico Vecchioni (coordinatore nazionale, già in Confagricoltura) Carlo Calenda e (soprattutto) Andrea Romano, con sollecitazioni di un head hunter professionista come Adriano Tomaro. E l’Italia (Futura) va.
(Carlo Puca)

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