Cosa succede se Berlusconi si ritira dalla politica

Nel sogno ho visto Salvini, Fitto, Alfano e l'intero centro-destra nel panico e paralizzati. Per fortuna mi sono svegliato: lui c'è e ci sarà

Berlusconi

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

Stanotte ho fatto un sogno curioso, che voglio raccontarvi.
È venerdì 6 marzo, siamo a Cesano Boscone. Silvio Berlusconi ha appena finito il suo ultimo giorno di affidamento ai servizi sociali. Saluta commosso i pazienti e gli infermieri, sale in macchina, si massaggia la caviglia dolorante. Il tragitto da Cesano Boscone ad Arcore richiede più di mezz’ora. Berlusconi ne approfitta per riflettere:


"Sono uno degli uomini più ricchi del pianeta. Ho 78 anni, e faccio la vita di un 40enne. Anzi, i quarantenni non riescono a starmi dietro. Ho molte cose che mi angustiano la vita, dalla Bocassini a Inzaghi, ma tutto sommato avrei anche molte cose piacevoli da fare. Ho una giovane e bella compagna a cui voglio bene, un cane simpatico, ville che non uso mai, le mie amate piante alla Certosa. Ho grandi progetti appena avviati, dei quali non riesco ad occuparmi abbastanza, come quello di costruire ospedali per i bambini nel terzo mondo. 
Come passerò anche questo week-end? 
Qualche ora con gli avvocati, come ormai faccio da vent’anni, e per il resto, cosa mi capiterà? Fitto che fa una conferenza stampa, Bianconi che mi insulta, la Repetti - proprio lei - che se ne va, bisogna commissariare Verbania, Salvini marcia su Roma, Alfano – proprio lui – fa lo schizzinoso, persino la Meloni ha qualcosa da dire… E poi ci saranno la Bergamini che mi vuol far fare un’intervista, la Rossi che mi parla dei guai economici di Forza Italia, Giacomoni che mi ricorda che devo chiamare il Coordinatore di Chieti… Certo, loro fanno il loro dovere, guai se non lo facessero… E poi tanti seccatori (uno di loro è l’autore di queste righe), ognuno con un problema, una questione da sottopormi, un aiuto da chiedere… chiedere… chiedere….. basta!"

Il tempo vola, nei sogni. Berlusconi è arrivato ad Arcore. Quando il grande cancello di Villa San Martino si chiude alle sue spalle, ha preso una decisione. Irrevocabile.

"Basta con tutto questo. Ci ho provato, ho dedicato vent’anni della mia vita a un mestiere che non mi piaceva, ora mi occupo d’altro".

Detto fatto, prima che qualcuno gli faccia cambiare idea, detta un’agenzia nella quale ringrazia tutti, annuncia la chiusura di Forza Italia e il suo abbandono della vita politica.

La notizia è clamorosa, e si diffonde in un lampo.
Ovviamente il Fatto Quotidiano esulta per la fine della tirannia.
Renzi dal canto suo esprime rispetto per la decisione con parole di circostanza, e per la prima volta da molti anni decide di concedersi qualche giorno di vacanza. Sa che d’ora in poi toccherà a lui governare per decenni senza che nessuno lo disturbi.

Ma altrove è il panico.

Salvini si guarda intorno e capisce che per la Lega è finita. Non governerà più neanche il comune di Cassano Magnago (luogo di nascita di Bossi). Non ha più nessuno con cui alzare il prezzo, in vista delle elezioni.
Alfano è nel panico: senza Forza Italia è prigioniero per sempre di Renzi, solo che Renzi è uno che non fa prigionieri.

Fitto non sa più cosa dire: da chi si differenzia, ora? E se non di differenzia, che fa nella vita?
Ma soprattutto, che ne è dei moderati? Come nel 1994, non hanno più un partito che li rappresenti. Non c’è più un centro-destra possibile.
Rimangono alcuni frammenti, che tenteranno con coraggio di tener accesa una fiammella in attesa di tempi migliori. Forse quei tempi migliori per il centro-destra verranno, un giorno, e magari sarà proprio una di quelle fiammelle ad accenderli e farli risplendere. Ma intanto, e per molto tempo, le fertili praterie del centro-destra rimarranno abbandonate a se stesse in una notte oscura, teatro di incursioni, di guerre per bande, di scorrerie incontrollate.

Poi, per fortuna, mi sono svegliato. Berlusconi c’è e ci sarà. È un uomo paziente, forte, determinato, che non abbandona un obiettivo finché non lo ha raggiunto. I moderati possono stare tranquilli, e con loro anche Alfano e Salvini. Però potrebbero anche pensarci.


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