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Comune di Roma: perché Causi sarà vicesindaco

L'ex assessore veltroniano conosce benissimo la macchina amministrativa e ha sempre ricevuto consensi trasversali. Caos sulle altre cariche

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Cade dalle nuvole Marco Causi e definisce “tutta fuffa” le indiscrezioni che lo indicano come prossimo vicesindaco di Roma dopo le dimissioni del vendoliano Luigi Nieri. Ma se il placet di Matteo Renzi fosse confermato (al di là delle ovvie smentite cui si associa anche il commissario del Pd Roma Matteo Orfini che sta conducendo le trattive), il predestinato dovrebbe essere proprio lui.


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Chi è

Professore di Economia e già assessore capitolino al bilancio della giunta di Walter Veltroni tra il 2001 e il 2008, oggi membro della commissione finanze della Camera e in procinto di assumerne la presidenza (a meno che non si concretizzi sul serio l’ipotesi Campidoglio), Causi è considerato uno dei massimi conoscitori della macchina amministrativa romana tanto da aver ideato e condotto in porto il provvedimento noto come "Salva Roma" che ha messo in salvo i conti del Comune contestualmente al piano di rientro, di cui lui stesso si è fatto garante davanti al govenro, messo a punto  insieme all’ex assessore al bilancio Daniela Morgante.

Nell’ambiente dei dem capitolini, da sempre divisi tra mille correnti in guerra tra di loro, Marco Causi ha sempre riscosso apprezzamenti trasversali. Lionello Cosentino, ultimo segretario romano prima che l’inchiesta su “Mafia Capitale” determinasse il commissariamento del Pd romano, lo chiamò nella sua squadra proprio per conferirle lustro e credibilità. La competenza del deputato dem in materia di bilanci, finanze e non solo, è infatti universalmente riconosciuta.

Causi piace a Orfini ma soprattutto a Ignazio Marino che, avendolo già avuto dalla sua parte nei mesi scorsi sul fronte del risanamento delle casse comunali, conta di ritrovarsi al fianco oggi un alleato forte e autorevole per scongiurare il rischio di un commissariamento da parte di Palazzo Chigi e ottenere, piuttosto, il tanto agognato allentamento del Patto di Stabilità per far fronte agli impegni economici in vista del prossimo Giubileo.

Sel all’angolo rilancia con Costantino e Furfaro

Una scelta, quella di Causi, che avrebbe anche l’effetto di ridimensionare pesantemente il ruolo di Sel nella maggioranza di governo. Ruolo già compromesso dalle dimissioni di Nieri. Se la tempistica dell’addio dell’ex vicesindaco coincide infatti con la pubblicazione di alcuni stralci della relazione di Franco Gabrielli relativi ai suoi rapporti con Salvatore Buzzi, motivo non secondario del passo indietro sono stati anche i profondi dissapori che da qualche tempo attraversano il partito e la guerra scatenatagli contro dall’ala che fa riferimento al vicepresidente della Regione Lazio e responsabile nazionale dell’organizzazione Massimiliano Smeriglio.

Un clima avvelenato che sta suscitando forti malumori nella base, tra gli eletti nei municipi e soprattutto da parte di alcuni consiglieri comunali stanchi di subire decisioni “prese dall’alto senza essere mai consultati da gente che non rappresenta nessuno”. Chiaro il riferimento ai nomi trapelati sulla stampa per sostituire Luigi Nieri a cominciare da quello del numero uno del partito Nichi Vendola.

Un’ipotesi tramontata subito anche per l’indisponibilità del sindaco Marino a farsi affiancare, con il rischio di venirne oscurato, dall’ex presidente pugliese su cui ieri un membro autorevole dello staff del primo cittadino faceva calare un definitivo “non esiste proprio”. Per rientrare in campo, dopo la fase di appoggio tecnico esterno dichiarato dopo l’uscita di Nieri dalla giunta, gli ultimi nomi proposti al sindaco durante l’incontro di ieri con la delegazione di Sel guidata dal coordinatore nazionale Nicola Fratoianni, sarebbero quelli della deputata reggina Celeste Costantino e del pistoiese Marco Furfaro, membro dell’assemblea nazionale famoso per essere stato "scippato" dalla capolista dell’Altra Europa con Tsipras Barbara Spinelli del suo seggio in Europa conquistato nel maggio del 2014. La Costantino sarebbe stata indicata per la carica di vice sindaco. In caso contrario la richiesta sarebbe di due assessorati, uno per lei e l’altro per Furfaro.

Gli altri assessori

Per quanto riguarda gli altri avvicendamenti in giunta, in uscita dovrebbero essere gli attuali assessori alla Scuola e all’Ambiente Paolo Masini ed Estella Marino. Già dimissionario quello ai Trasporti Guido Improta mentre resta incerta la posizione della responsabile del bilancio Silvia Scozzese. Unica intoccabile, soprattutto tra i dem, Marta Leonori, al Commercio, in ragione dei risultati da lei ottenuti sul fronte della guerra ai tavolini selvaggi e contro i camion bar ma soprattutto perché costretta a dimettersi da parlamentare per entrare nella giunta Marino nel giugno del 2013. Chi uscirà dovrebbe essere rimpiazzato da altri parlamentari. La ricerca, tuttavia, si starebbe rivelando finora infruttuosa. Sembra infatti che per convincerli a far parte della squadra del sindaco, non basti la garanzia di conservare il proprio posto alla Camera o al Senato.

I tempi

Proprio per questo le parole di ieri di Angelino Alfano devono essere risuonate come una dolce melodia alle orecchie del commissario Orfini. Il ministro dell’Interno ha infatti voluto ribadire che il tempo a sua disposizione per prendere una decisione sullo scioglimento per mafia del Comune di Roma è di 3 mesi, che non intende prenderli tutti ma che, insomma, le 800 pagine di relazione trasmesse dalla Prefettura di Roma sono tante e che anche solo per leggerle ci vuole il tempo che ci vuole. Quello che servirà per tentare la quasi disperata impresa di salvare Ignazio Marino e il centrosinistra a Roma.

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