Questo sito contribuisce alla audience di TGCOM24
Politica

Regione Lazio: un giorno di stra-ordinaria follia

E Chiara Colosimo, 26 anni, rubò la scena alla Polverini: "Non mi monto la testa, due giorni fa facevo la buttafuori ad Atreju"

Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini (Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse)

Chi il Consiglio regionale del Lazio lo bazzica da più anni giura di non aver mai assistito prima a uno spettacolo a così alta tensione come quello andato in scena ieri nel giorno del redde rationem – che poi non c'è stato – della maggioranza di centrodestra guidata da Renata Polverini dopo lo scandalo delle spese pazze, a carico dei contribuenti, dell'ex capogruppo Pdl Franco Fiorito e di chissà quanti altri. Perché davvero i corridoi della Pisana sembravano il set di un film di paura, sebbene virante al comico.

Presenti tutte, ma proprio tutte, le testate locali e nazionali con le firme di maggior prestigio pronte a tuffarsi, fin dal mattino, non solo sul più oscuro dei consiglieri, ma anche su autisti, portaborse e uscieri. Firme disposte a tutto pur di arraffare una notizia vera tra le tante false circolanti in quelle ore convulse. Talmente false da resistere, in alcuni casi, addirittura fino a stamattina quando qualcuno ancora sosteneva, smentito dall'ufficio stampa del Consiglio stesso, che per la Polverini dimissionaria si sarebbe scomodata pure la Cnn con conseguente panico tra gli addetti ai lavori perché nessuno sapeva dove fargli piazzare il furgone dotato di antenna parabolica per trasmettere oltreoceano la diretta degli eventi.

Lo si ammetta: fino a due giorni fa, la maggioranza dei giornalisti non sapeva nemmeno che faccia avessero i protagonisti del giorno. Molti, compresa chi scrive, hanno tenuto gli occhi incollati sui palmari per cercare di stamparsi in testa le foto di ciascuno nel disperato tentativo di riconoscere almeno i pezzi grossi, placcarli, percorrere insieme qualche metro, accompagnarli al bar e davanti a una tazzina di caffè farsi rilasciare una battuta, un'anticipazione, al limite una previsione da mago.

E infatti era tutto un darsi di gomito tra colleghi in cerca di lumi: che t'ha detto quello?, chi è che stai intervistando?. Risposta più frequente: boh.

Nel frattempo a mezzogiorno si riuniva la capigruppo al primo piano; alle 13 le agenzie battevano l'ultimatum della governatrice con la richiesta della testa di Francesco Battistoni che lei detesta da quando le ha inguaiato l'assessora all'Agricoltura Angela Birindelli per una storia di presunti finanziamenti illeciti a un giornale della Tuscia di cui sono entrambi originari e che ora dice, la Polverini di Battistoni, non faccia altro che remarle contro. Alle 14 si vedevano quelli dell'opposizione per redigere il documento poi bocciato in aula, contemporaneamente i giovani del Pdl in blocco si chiudevano a confabulare nell'aula della commissione Mobilità prima dell'inizio del fatidico consiglio straordinario convocato alle 16 “per comunicazioni urgenti della presidente Polverini”.

Ad aleggiare immobile su questo vorticoso e incessante via vai, il quesito dei quesiti... chi si dimetterà davvero alla fine?, risposta: nessuno. Fine del film. Almeno della prima parte. Perché è già annunciato il sequel. Venerdì ci sarà il voto decisivo sul pacchetto di tagli pretesi dalla Polverini per rimanere al suo posto. Il Pdl le ha fatto quadrato intorno. Lei, con addosso un vestito bianco da 200 euro – lo ha rivelato lei stessa in aula – ha chiesto scusa ai cittadini del Lazio e al milione e mezzo che l'ha votata due anni e mezzo fa. Ha ripetuto come un mantra scalfariano io non ci sto, e quando dopo ore e ore di interventi è stato il momento della sua replica, la tensione e la stanchezza di questi giorni hanno rischiano quasi di spezzarle la voce. Quella che avrebbe dovrebbe risparmiare dopo che mi hanno tolto due tumori.

A suggellare il ricompattamento della sua maggioranza l'abbraccio con Chiara Colosimo. Mandata avanti dal partito, a soli 26 anni – è la consigliera più giovane della Regione – parla a nome del gruppo. Lo fa al posto di Francesco Battistoni che le siede accanto e in sei ore non si alza mai nemmeno per andare al bagno. L'unico che non spiccicherà una parola per tutto il giorno, né prima né durante né dopo il consiglio. Sarà lei, Chiara Colosimo, la nuova capogruppo? C'è chi giura di sì: è giovane, è una faccia nuova, perfetta per un'operazione di restayling del partito. Panorama.it la intercetta dopo l'intervento con cui il Pdl, attraverso la voce tremante di emozione di Chiara, ha confermato la sua fiducia alla presidente. E' tesa, lo ammette, non è stato facile.

Il giorno dopo come si sente?

Contenta della svolta avvenuta in Regione, della revisione della spesa, che si sia reagito in modo giusto a qualcosa di scandaloso.

Oggi tutti i giornali parlano di lei, che effetto le fa?

Non amo la sovraesposizione.

Temo che dovrà abituarcisi?

Perché?

La esortiamo a non fare finta di niente visto che tutti la indicano come la nuova capogruppo del Pdl. Lei assicura che si stratta solo voci di corridoio, impossibili da fermare, ma che tali restano visto che non hanno origine né da lei, giura, né da fonti ufficiali del partito. E tra le fonti non ufficiali che si dice? Vi starete pur chiedendo come risolvere la questione Battistoni visto che la Polverini lo vuole, metaforicamente, far fuori?

Non stiamo ragionando su nulla, per noi il capogruppo è Francesco.

E' stato lui a chiederle di parlare in aula?

Sì, è stato lui.

Secondo lei perché lo ha fatto?

Forse perché sono giovane e il Pdl si voleva presentare con la mia faccia.

Ma Battistoni che tipo è davvero? Ne scrivono di ogni colore: freddo, algido, perfettino, saputello, un po' arrogante, senza contare qualche fattura scappata di mano anche a lui...

Francesco è una bravissima persona. Adesso stanno cercando in ogni modo di tirarlo dentro alla questione Fiorito, ma è bene sottolineare che è stato Battistoni a far togliere di mezzo Fiorito.

Tra Polverini e Battistoni lei chi sceglie?

Non devo scegliere. Io ho fatto quello che mi ha chiesto il mio gruppo e mi pare che la presidente sia stata contenta.

Mi tolga una curiosità: che le ha detto quando è andata ad abbracciarla dopo il suo intervento?

Mi ha chiamato con la mano, mi ha dato un bacio e mi ha detto “brava piccolé”.

Non è che adesso si monta la testa pure lei?

Macché, fino a due giorni fa ero la buttafuori alla festa di Atreju e posso benissimo continuare a farlo.

© Riproduzione Riservata

Commenti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>