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Politica

Bersani a Bindi e D’Alema: ma voi con chi state?

Il segretario del Pd sarebbe convinto che gli ultimi attacchi della coppia contro Renzi puntino in realtà a indebolire lui.

I sondaggi gli davano un margine di vantaggio comodo. Dal 40 al 42 per cento per lui, sul 29-31 dello sfidante Matteo Renzi. Per questo Pier Luigi Bersani, a ridosso di Ferragosto, aveva deciso di optare per primarie aperte e a turno unico. Chi arriva primo, anche se di un voto, fa il candidato premier. Adesso, sebbene molti sondaggisti propendano per il testa a testa, il segretario è ancora convinto di avere un margine di vantaggio. Prima ancora della discesa in campo del sindaco di Firenze, si è però assottigliato. I colpevoli? I bersaniani della prima cerchia, in particolare i Giovani turchi di Stefano Fassina, Andrea Orlando e Matteo Orfini, ne individuano due. Il primo è Massimo D’Alema, che col suo affondo anti Renzi («Il sindaco di Firenze non è in grado di governare») gli avrebbe garantito la spinta per la rimonta. La seconda è Rosy Bindi, che ha esteso a tutti i giovani del partito, compresi i bersaniani, gli attacchi rivolti al sindaco.

Le due mosse hanno innervosito non poco il segretario, che ora si mantiene a distanza dagli attacchi frontali a Renzi. Ai piani alti del Nazareno, D’Alema viene visto come uno dei grandi tifosi occulti della grande coalizione che porterebbe al Monti bis. Mentre per Bindi si scommette, in caso di primarie a doppio turno, su una sua candidatura. Contro Renzi, certo. Ma anche contro Bersani.  

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