Politica

Berlusconi lancia un appello all'unità del partito

Festeggiato a Palazzo Grazioli da tutte le diverse "anime" del partito, il leader di Forza Italia si prepara ai prossimi appuntamenti

Berlusconi, sentenza sana fratture FI,uniti vinciamo

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, durante l'incontro con i parlamentari azzurri a Roma, 11 marzo 2015. ANSA/LIVIO ANTICOLI

Pronto a ritornare di nuovo in campo per riprendere le redini del partito ed aprire, dopo le elezioni regionali, una fase nuova da cui possono derivare diversi sviluppi: innanzitutto recuperare il legame con Matteo Renzi in modo da poter ritornare a giocare una partita in prima linea su riforme e giustizia. Silvio Berlusconi si concede giusto mezz'ora di commozione e battute con i parlamentari di Fi ed i giovani azzurri che lo hanno accolto a palazzo Grazioli all'indomani della sentenza di assoluzione per il processo Ruby ("mi avete fatto commuovere. Ringrazio tutti anche i giudici per il loro coraggio e la loro indipendenza") per rimettere subito mano ai dossier accantonati nelle ultime settimane e mettere appunto una nuova strategia.

 


Dopo i parlamentari azzurri infatti a via del Plebiscito l'ex capo di governo si dedica ad una riunione con i consiglieri più stretti (arriva anche Gianni Letta) e poi i suoi legali Franco Coppi e Niccolò Ghedini. Di carne al fuoco ce n'è parecchia, innanzitutto Berlusconi deve mettere mano al partito. La vera rivoluzione è rinviata a dopo le regionali ma, per evitare il cappotto alle elezioni amministrative ed il sorpasso definitivo della Lega, bisogna serrare i ranghi. Ecco perché nel breve discorso tenuto nel parlamentino azzurro l'ex premier ha lanciato una sorta di appello all'unità: solo tutti insieme possiamo vincere perché i moderati in questo Paese sono sempre la maggioranza.

Senza citare nessuno il Cavaliere ha messo in chiaro che nessuno sarà cacciato da Forza Italia anche se il movimento ha bisogno di un profondo rinnovamento. Un avvertimento su cui però nessuno ha chiesto numi in una giornata che doveva servire solo a celebrare il ritorno in campo dell'ex capo del governo. E non è un caso che tutte le "anime" azzurre siano accorse a palazzo Grazioli per festeggiare il Cavaliere: dai fittiani agli uomini vicini a Denis Verdini. Il senatore azzurro è stato tra i primi ad arrivare a via del Plebiscito e ai presenti non è sfuggito l'abbraccio con la tesoriera Mariarosaria Rossi con cui nell'ultimo periodo non sono certo mancati gli scontri.

La tregua però è destinata a non durare (e in molti parlano oggi di tregua armata) perché se è vero che la fotografia che veniva fuori da palazzo Grazioli era quella di un partito unito intorno al Cavaliere, da domani, i nodi torneranno al pettine: dalla gestione dei gruppi, alla linea politica, fino alla richiesta di un rinnovamento della classe dirigente. È su questo che l'ex capo del governo da domani lavorerà per arginare il più possibile il malumore interno.

Parallelamente a questo, il Cav riprenderà in mano la partita delle alleanze. L'obiettivo è quello di recuperare nei sondaggi con una campagna a tamburo battente sui media e nelle regioni chiamate alle urne: "Adesso speriamo che gli italiani si accorgano di quello che ci hanno fatto e che si possa recuperare qualcosa", è la mission consegnata allo stato maggiore del partito. L'intenzione insomma è quella di "usare" la sentenza di assoluzione per rendere visibile "il martirio" a cui "per cinque anni sono stato sottoposto". Il tutto in attesa dell'arrivo del pronunciamento della corte europea sulla sentenza Mediaset: la corte europea mi darà ragione, ho anche delle nuove carte per quanto riguarda i diritti tv che testimoniano come io non ho commesso nulla.

Della partita giustizia farà parte anche il pressing per cambiare la legge Severino. Un obiettivo dell'ex capo del governo come fa capire anche suo fratello Paolo, anche lui a palazzo Grazioli per salutare il Cavaliere: "C'è un sindaco del Pd che sta facendo molto bene - dice riferendosi a Renzi - e comunque quella legge non vale solo per mio fratello", un riferimento diretto al 'caso' di Vincenzo de Luca, candidato del Pd in Campania. Per tornare ad essere centrali pero' l'ex capo del governo ha bisogno di tornare a dialogare con Matteo Renzi. Una partita, spiegano dall'inner circle azzurro, a cui Berlusconi si dedicherà dopo le elezioni amministrative consapevole che con il ritorno delle riforme in Senato i voti azzurri saranno determinanti. (ANSA). 

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