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Politica

Berlusconi tradito dal Pdl

Per Giorgio Stracquadanio l'ex premier deve tornare alla vita privata per difendere quanto fatto in passato

L'ex pdl (ora al gruppo misto) Giorgio Stracquadanio (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

«Silvio Berlusconi ha fatto il passo indietro? Non basta perché per cambiare il vero passo indietro lo deve fare il Pdl. E il Cavaliere si deve ritirare a vita privata. Proprio io ora diventato antiberlusconiano? No, per carità: dico queste cose proprio per preservare il patrimonio politico di Berlusconi e i suoi meriti storici. Semmai è il Pdl a essere antiberlusconiano perché il Cav non può essere ricordato come il capo di Fiorito. Ora primarie vere come in America e di corsa».

A pochi minuti dall’annuncio di Berlusconi di ritirarsi dalla corsa alla premiership, parla Giorgio Stracquadanio, deputato, ex pdl, ora nel gruppo misto. Uno dei maggiori fautori del passo indietro.

Stracquadanio, ora sarà contento... Ma senza Berlusconi il Pdl e i moderati che faranno?

"Quello che accadrà è al tempo stesso semplice nella previsione ma paradossale nelle conclusioni. Se c’è qualcosa che dovrebbe fare un passo indietro non è la leadership del Cavaliere ma il Pdl in quanto tale perché è esso il fallimento".

Perché?

"Per due motivi: uno contingente e l’altro strutturale. Contingente perché un grande partito non può vedere cadere il governo di cui era il principale partner e considerare che questo sia il frutto di un destino cinico e baro senza fare alcuna riflessione sulla  sequela di errori politici di quel governo. Errori tali da spingerlo al punto di essere defenestrato quasi a furor di popolo".

E l’altro?

"È strutturale: in un paese in cui il travaglio dei partiti dura da quasi trant’anni, perché è andato in crisi il modello che identificava il principale partito di governo con lo Stato, invece di dare compiutezza al partito leggero, al movimento che manda i suoi uomini nelle istituzioni ma si guarda bene dall’occupare lo Stato, ecco il Pdl è nato per essere di nuovo una sorta di partito Stato. È così è diventato la conservazione dell’esistentente e non la trasformazione per la quale Berlusconi è stato votato".
E al Cavaliere cosa rimprovera?

"Ha due responsabilità: non aver realizzato i programmi di governo per non aver fatto la rivoluzione istituzionale promessa. E la seconda responsabilità è di aver accettato di fare un partito di stampo novecentesco con i suoi riti, i suoi comitati centrali, il suo tatticismo esasperato privo di cultura politica. Errori che hanno portato quel partito alla prima crisi nei rapporti con Gianfranco Fini e scegliere la via disciplinare per risolvere i problemi politici".

Che le succede Stacquadanio: da berlusconiano ultrà ora è diventato antiberlusconiano?

"Niente affatto, per carità. Ho già detto che Berlusconi ha meriti storici, innanzitutto quello di aver impedito di affermarsi alla gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto, nel contrastare il tentativo della sinistra di farsi partito-Stato. E di aver tenuto alti i valori di libertà. Ma il suo errore è di non aver tentato neppure per un minuto di somigliare a Margaret Thatcher e a Ronald Reagan. Cioè di prendere qualche decisione".

Ma ora che il Cav si è ritirato dalla premiership e i giochi si riapriranno nel Pdl lei è soddisfatto?

"Io credo che la vera mossa che cambierebbe il quadro dovrebbe essere più coraggiosa".

Che altro deve fare Berlusconi?

"Come nel 1994 Berlusconi rappresentò l’alternativa alla sinistra, oggi potrebbe favorirla solo uscendo dal campo. E cioè lasciando la politica completamente, tornando alla vita privata e abbandonando quell’obbrobrio del Pdl al suo destino. Solo così le energie positive che ci sono e che possono ancora liberarsi e quegli elettori che ancora nutrono speranze nei valori liberali potrebbero essere la piattaforma di una nuova opzione liberale".

Scusi se insisto, ma proprio lei invita ora addirittura il Cav a ritirarsi a casa?

"Questo non è antiberslusconismo. Questo è l’unico modo per proteggere il patrimonio politico dell’attività di Berlusconi e per proteggere il Cav dall’antiberlusconismo di fatto del Pdl".

Insomma è il Pdl a essere, secondo lei, antiberlusconiano?

"Certo, perché Berlusconi non può essere ricordato come il capo di Fiorito".

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