Politica

Beppe Grillo: ecco come pensa di salvare il Movimento

Autogrill, porta a porta e tv. La nuova strategia del M5S nel dialogo impossibile con il Pd

Grillo

Beppe Grillo - Roma, 26 febbraio 2015. – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

Beppe Grillo ha capito tre cose: che anche alle prossime elezioni regionali di marzo il suo Movimento rischia di essere al di sotto delle aspettative; che Matteo Salvini e la Lega gli stanno portando via pezzi sempre più grossi di quella parte di elettorato che finora votava 5Stelle come forma di protesta; che visto che il suo blog, in crisi di click, non basta a recuperare il terreno perduto e le piazze a risollevare il consenso, c'è bisogno di interviste ai giornali e di andare in tv. Ma anche che lui stesso si faccia un pò da parte.

LEGGI ANCHE: Renzi e Grillo, prove di dialogo


Nessuna vera disponibilità al dialogo

La disponibilità al dialogo con il Pd, invece, appare solo una manfrina. Come lo è stata in passato e anche ieri quando, poco dopo l'apertura concessa su reddito minimo e riforma della Rai dalle colonne del Corriere della Sera, lo stesso Grillo si è affrettato a rassicurare i suoi sostenitori che “non c'è nessuna inversione di linea da parte del M5S”. Come a dire, insomma, che per lui Matteo Renzi resta un “buffoncello” e il Pd un partito di delinquenti.

La strategia è sempre la stessa: buttare la palla avanti, un po' per sondare il terreno nella propria metà campo e un po' per vedere l'effetto che fa dall'altra parte. Se di là la raccolgono, invece di cominciare la gara, si abbandona subito il gioco dichiarando di non essere mai stati davvero disposti a entrare in partita. Ovviamente dando la colpa agli altri. Il vicesegretario dem Lorenzo Guerini ha usato la metafora del tetto: “Grillo scende e poi ci risale immediatamente”.

Infatti appena il capogruppo alla Camera Roberto Speranza ha commentato l'intervista al Corriere parlando di inversione di rotta da parte di Grillo, l'ex comico si è subito risentito e temendo che la sua base potesse interpretare il fatto come un dietrofront rispetto alle parole d'ordine di sempre, ha replicato sul suo blog che “forse è il Pd che deve cambiare rotta, dritto verso la democrazia” e poi “non c'è nessuna inversione di linea da parte del M5S. Ciò che abbiamo detto lo abbiamo sempre fatto al contrario dei Pd".

Per dimostrare che la linea seguita è sempre stata coerente al principio che non si fanno inciuci né accordi sottobanco ma tutto deve essere deciso alla luce del sole, Luigi Di Maio ha sottolineato che sull'approvazione del ddl sugli ecoreati per esempio non c'è stato alcun ostruzionismo come sulle cose considerate “cattive”.

Ora, se nel frattempo non sarà annullato, per martedì prossimo è fissato un incontro tra Roberto Fico, presidente della commissione di vigilanza sulla Rai, e una delegazione del per parlare appunto di Rai, di esclusione dei partiti dalla governance, composizione del cda e organizzazione interna del lavoro. Pd e M5S troveranno un accordo o alla prima obiezione Grillo farà saltare il tavolo dichiarando che non c'è abbastanza “onestà intellettuale”?

La nuova strategia di Beppe: tv, autogrill e porta a porta

Per non finire troppo isolato Beppe Grillo qualcosa comunque dovrà inventarsi. I risultati degli ultimi appuntamenti elettorali sono stati deludenti, deputati e senatori continuano a lasciare i rispettivi gruppi in Parlamento, l'avanzata della Lega lo preoccupa, il crollo del suo blog dalla top ten mondiale al 7.495esimo posto ma anche la perdita di fan e followers su Facebook e Twitter sono un altro campanello d'allarme che rischia di avere effetti negativi anche sul versante economico. Addirittura la sua stessa presenza, troppo ingombrante, sembra diventata un problema.

Allora cosa fare? Il primo passo Grillo lo aveva già compiuto a novembre con la nomina di un direttorio a cinque. Adesso l'ammissione che “il Movimento non è una cosa che possiamo gestire solo io e Casaleggio”. E che le piazze non tirano più come ai bei tempi dei Vaffa day o dello Tsunami Tour del 2013. Per attrarre e conquistare i delusi, quelli che non hanno mai votato il Movimento ma che oggi non voterebbero nessun altro, meglio allora gli Autogrill e il porta a porta. Meglio anche la tv.

Dopo aver cacciato dal movimento diversi esponenti grillini come il senatore Marino Mastrangeli e aver scomunicato tutti quelli che ci hanno messo piede in dissenso rispetto alla linea del capo, Beppe ha scoperto che andare in televisione serve a raggiungere quella parte di elettorato che frequenta poco internet, blog e meetup. Soprattutto in vista delle regionali di maggio che, senza alleanze di alcun tipo, rischiano di trasformarsi per i 5Stelle in un bagno di sangue.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti