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'Pdl unico antidoto contro Monti, Vendola e Bersani'

Parla Beatrice Lorenzin: "Vincere nel Lazio si può. E non solo..."

Betarice Lorenzin (Credits: Cerroni Imagoeconomica/Imagoeconomica)

La vittoria di Zingaretti non è per niente scontata. Il Pdl può vincere nel Lazio e anche a livello nazionale. Il nostro candidato premier? A Berlusconi piace Alfano, agli elettori Berlusconi”. Mentre è attesa a ore la decisione su chi sarà il candidato del centrodestra alla successione di Renata Polverini, Beatrice Lorenzin, deputata Pdl, fino a qualche giorno fa indicata come possibile sfidante di Nicola Zingaretti alla presidenza della Regione Lazio, è convinta che la partita sia ancora apertissima.

Per quanto ardua appaia ad oggi l'impresa di recuperare gli elettori di centrodestra delusi, se non disgustati, da Batman e dallo scandalo dei fondi regionali.

Per quanto l'uomo da battere sia Nicola Zingaretti - che su centinaia di maxi cartelloni abbraccia la vecchia sotto lo slogan “Immagina” di lennoniana memoria che però fa anche tanto George Clooney in una famosa pubblicità - e la donna Giulia Bongiorno, avvocatessa di grido (ha difeso da Giulio Andreotti a Francesco Totti a Raffaele Sollecito), impegnata nel sociale contro la violenza sulle donne e punta di diamante del nuovo centro di Mario Monti.

L'ufficialità sul nome del candidato non c'è ancora, ma si può almeno contare sul fatto che nel Lazio non  finirà come in Sicilia, con due candidati di centrodestra a sfidarsi, quello di centrosinistra che vince e la metà dei cittadini che si astiene?

Direi assolutamente di sì. Avremo un candidato unico. Quello che a me interessa di più è che Berlusconi e il partito scelgano alla fine il migliore per vincere. L'obbiettivo di fermare la sinistra deve prevalere su qualsiasi ambizione personale. Per questo auspico che chiunque sia il candidato faccia un grande sforzo per tessere alleanze non solo con tutti coloro che si ritroveranno intorno a un programma, ma anche e soprattutto con il tessuto sociale di questa Ragione con l'obbiettivo di ricreare un'alleanza, in primo luogo, con i cittadini.

Ma il suo candidato ideale chi è?

Qualcuno di vincente, onesto e capace di ridare dignità alla politica e alla buona amministrazione.

E quello più probabile?

Credo che la candidatura di Francesco Storace rappresenti, in questo momento, la più utile a tenere unito il fronte del centrodestra nel Lazio, il che incide non solo sulle regionali ma anche sul Senato.

Sì, ma come giustificare davanti ai vostri elettori il fatto che, per la seconda volta in tre anni, il Pdl non è in grado di esprimere una propria candidatura nel Lazio? E' perché siete già sicuri di perdere?

Assolutamente no, anzi, noi siamo convinti di avere le carte in regola per vincere soprattutto alla luce del fatto che dopo il disastro della giunta Marrazzo, l'amministrazione Polverini stava rimettendo a posto i conti riuscendo anche nell'impresa di rispettare il piano di rientro sanitario senza ricevere fondi aggiuntivi. Tra l'altro Zingaretti non rappresenta altro che il vecchio modello di governo e una classe dirigente che ha governato male negli anni precedenti sia in Regione che al Comune di Roma.

Zingaretti non la preoccupa. Nemmeno la Bongiorno?

Fermo restando il rispetto personale che ho per entrambi, soprattutto per Giulia che ho conosciuto in questi anni di attività parlamentare, faccio notare che non solo non ho mai avuto testimonianza di una grande passione da parte della Bongiorno per questa Regione, ma anche il fatto che negli ultimi due anni i partiti che la sostengono hanno governato con noi. Se oggi ci si mettono contro credo sia soprattutto per un interesse a livello nazionale.

Insomma, per lei la riconquista del Lazio al centrodestra non è ancora una battaglia persa...

Secondo me no.

Nemmeno di fronte alle macerie lasciate dallo scandalo Fiorito? Basterà non ricandidare nessuno dei consiglieri uscenti come annunciato da Silvio Berlusconi?

Io dissi che non doveva essere ricandidato nessuno già quando scoppiò lo scandalo. Sicuramente ci sono persone che non hanno responsabilità, però bisogna cercare di ricominciare da capo e ridare credibilità alla lista di un partito. Abbiamo istituito una commissione di valutazione che darà dei pareri che al momento della compilazione della lista non potremo non prendere in considerazione.

E sarà sufficiente?

La credibilità si conquista sul campo con proposte concrete e persone in grado di portarle avanti. Dobbiamo trovare un ruolo per questa Regione, rimettere in moto quei dinamismi interni che ha soprattutto da un punto di vista industriale e delle attività produttive, mettere mano a un enorme debito pubblico ereditato dal passato e quindi tagliare gli sprechi, riorganizzare il settore pubblico, ridurre la pressione fiscale e sfruttare le potenzialità di un Lazio che è anche Regione Capitale.

Perché il voto in Lombardia è così cruciale?

Per due motivi: il primo è che se noi manteniamo la maggioranza in questa Regione, è possibile ribaltare la partita anche a livello nazionale; il secondo è che, al di là degli scandali, bisogna ricordare che la Lombardia è stata governata in un modo che l'ha resa il traino economico del Paese. Una maggioranza che va dal Pd a Ingroia, con un programma tutto basato sulle tasse e una visione vessatoria e punitiva di chi fa impresa, significherebbe penalizzare proprio la locomotiva d'Italia e costringere molti imprenditori a emigrare.

I sondaggi danno il Pdl in ripresa. Pensa che ci saranno delle sorprese?

Se fino a un po' di tempo fa ci credeva solo Silvio Berlusconi, adesso i fatti stanno cominciando a dargli ragione. Io credo che se noi continuiamo a portare avanti una campagna elettorale di verità e a confrontarci sui temi e non sulla ricerca di un nemico a tutti costi, potremo anche superare il 30%.

Però un pareggio avvantaggerebbe solo quel Mario Monti a voi tanto inviso...

In caso di pareggio l'unico a prendere una bella fregatura sarebbe il Pd! Ma comunque il problema non è questo.

E qual è?

Non dare il Paese in mano a Bersani e a Vendola. Se i cittadini non vogliono né Bersani, né Vendola, né, tantomeno, Monti, devono votare per noi.

Con quale candidato premier?

Mi sembra che a Berlusconi piaccia Alfano, ma credo che per gli elettori il candidato del cuore sia ancora Berlusconi.

Tra i candidati “civici” di Monti e Bersani, c'è qualcuno che avrebbe voluto con voi?

Mi piace molto la cantante cieca e atleta paralimpica Annalisa Minetti, peccato non averci pensato prima.

Valentina Vezzali, invece, gliela lasciate volentieri?

Senz'altro, anche perché noi abbiamo Manuela Di Centa, persona straordinaria con cui ho lavorato molto e che è molto impegnata per la tutela dei diritti delle donne sportive. La Vezzali gliela lasciamo senza problemi.

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