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Politica

Idv sfrattato: Maruccio (arrestato) non pagava l'affitto

Per la Procura c'è il rischio di inquinamento delle prove: "La sua difesa senza riscontri", dice il pm

L'ingresso della sede dell'Idv Lazio in Via Vittorio Colonna 40, Roma

La notizia era nell'aria. Poco fa su ordine della Procura di Roma la Guardia di Finanza ha arrestato Vincenzo Maruccio, l'ex capogruppo alla Regione Lazio ed ex Segretario Regionale dell'Idv. Per lui l'accusa è peculato per aver sottratto dalle casse del partito circa 800 mila euro. Ma sul conto dell'uomo emerge una nuova storia di utilizzo spensierato dei soldi del partito. Maruccio infatti negli ultimi 5 mesi non ha più versato l'affitto della sede regionale del partito ai proprietari dei locali.

L'ufficiale giudiziario si è presentato all'inizio della scorsa settimana. In mano la notifica dello sfratto per morosità. Da Via Vittorio Colonna 40 l'Idv se ne deve andare. Da venerdì è in corso il trasloco. Quando ieri mattina Panorama.it è salito al quarto piano dell'elegante palazzo di proprietà della famiglia Pallavicino, ha trovato un impiegato che fingeva di non sapere dello sfratto e scatoloni in giro per il corridoio e le ampie stanze.

Dove finirà adesso quello che fu il quartier generale dell'ex pupillo di Antonio Di Pietro? Quel Vincenzo Maruccio che non è stato ancora in grado di spiegare dove siano finiti i 780 mila euro sottratti alle casse del gruppo alla Regione? Per ora sarà trasferito, armi e bagagli, presso la sede nazionale di Via Santa Maria in Via, poi, sostiene l'attuale commissario Carlo Costantini, "andremo in periferia".

Addio, dunque, ai 200 metri quadrati al centro di Roma presi in affitto dal 1 gennaio del 2011 a 4.200 euro al mese. Una cifra che l'ex segretario regionale ha sempre corrisposto al proprietario fino all'inizio dell'estate scorsa quando, era giugno, contattò l'amministratore dello stabile, il geometra Francesco Costantini, per chiedere una riduzione del canone. Richiesta che Costantini suggerì a Maruccio di formulare in forma scritta. Ma dopo essere rimasti d'accordo in questo senso, Maruccio non si fece più sentire, "sparì", e smise anche di pagare.

"L'arretrato effettivo ammonta al massimo a un paio di mensilità - spiegano oggi dall'Idv - visto che c'era un deposito cauzionale di circa 15 mila euro". Circa tre settimane fa, infatti, il partito comunicò ai proprietari l'intenzione di lasciare l'appartamento e saldare il debito di circa 20 mila euro (cinque mensilità) anche attraverso la rinuncia alla cauzione. Ma pare che, a quel punto, l'avvocato Sergio Bucalo, rappresentante legale dei Pallavicino, si sarebbe messo di traverso intimando di pagare e allo stesso tempo di restare fino a giugno. Ma l'Idv non poteva più permettersi di coprire gli arretrati e continuare a tirar fuori dai conti lasciati vuoti da Maruccio 4.200 euro per altri sette mesi e così è arrivato lo sfratto.

"Ce ne saremmo andati comunque, stavamo già cercando un'altra sede, questa volta in periferia. Avevamo iniziato il trasloco già da tempo" giurano dalle parti di Di Pietro. Già, chissà perché però gli scatoloni sono comparsi solo venerdì scorso, due giorni dopo l'arrivo della notifica di sfratto.

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