ESCLUSIVA: Vendola diceva: 'quel giudice non l'ho mai conosciuto'

La fotografia che ritrae il governatore con il giudice De Felice è più chiara di qualsiasi insulto - la foto del pranzo - la cronaca - la replica di Vendola -

Leader ingombranti: Nichi Vendola

Nichi Vendola, ieri, ha consegnato alla piazza due dichiarazioni degne di nota. Nella prima, a fine mattinata, ha attaccato Panorama: «Non mi occupo del fango». Il leader di Sel ha commentato così la notizia (appena diffusa dalle agenzie) che Panorama aveva avuto modo di vedere una fotografia che ritrae Vendola seduto al medesimo tavolo da pranzo con Susanna De Felice, il giudice barese che il 31 ottobre 2012 lo ha assolto dall’accusa di abuso d’ufficio e dallo scorso dicembre è indagata dalla Procura di Lecce, competente sulle ipotesi di reato attribuite a magistrati baresi.

«Io rispetto i giornalisti» ha aggiunto il presidente della Regione Puglia: «non rispetto coloro che confondono il giornalismo con la macchina del fango. Tra l'altro, le macchine del fango devono essere cose serie e quella di Panorama merita di essere rottamata».

Con la seconda dichiarazione, in serata, Vendola ha salutato invece le dimissioni di Oscar Giannino: «Chapeau. In un Paese che è stato governato dalla menzogna eletta a sistema, il peccato di Oscar Giannino è veniale; e come lo ha affrontato gli fa onore».

Non è la prima volta che il presidente della Regione Puglia offende Panorama, parla di «fango» e di «menzogna». Intervistato giovedì 14 febbraio da Radio24 (scarica la registrazione a pié di pagina, ndr), Vendola aveva liquidato con qualche sprezzante sgradevolezza un’inchiesta in cui Panorama, nel numero quel giorno in edicola, aveva iniziato a parlare della possibile esistenza della fotografia che testimoniava l’imbarazzante conoscenza tra il politico e il giudice Susanna De Felice. «Quella non è un’inchiesta, è fango» aveva detto Vendola, aggiungendo di avere querelato Panorama. «E io penso che il giornalismo debba reagire all’idea di essere ridotto al rango del fango».

Quanto al contenuto dell’inchiesta di Panorama, Vendola aveva dichiarato un netto: «Io non ricordo di aver mai conosciuto la dottoressa De Felice». E sull’esistenza della fotografia il governatore aveva concluso con uno scettico: «Vedremo se questa fotografia esiste».

Già in quell’occasione, forse, l’Ordine dei giornalisti avrebbe potuto, forse dovuto, censurare le sgradevoli critiche di Vendola. Ma i cronisti di Panorama non hanno bisogno di solidarietà: si limitano a raccontare fatti, a seguire una pista d’inchiesta, fanno il loro lavoro.

Fango? La fotografia con Vendola e Susanna De Felice esisteva davvero, anzi esiste: eccola. Mostra con chiarezza una tavolata di amici alla quale sono seduti, con Vendola, alcuni pubblici ministeri baresi e pugliesi. E tra loro c’è anche il giudice che l’ha assolto, Susanna De Felice.

Quanto alle menzogne (altrui) elette a sistema e ai comportanenti corretti, che in altre occasioni hanno suscitato lo «chapeau» di Vendola, a noi basterebbe molto meno: basterebbe una banale dichiarazione di scuse.

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