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Esteri

Olio tossico negli antibiotici, la Cina trema

Dopo latte alla melamina, riso al cadmio e latte al cloro i cinesi si sentono sempre meno sicuri

(Credits: AP Photo/Ng Han Guan)

Una lunga e apparentemente infinita serie di scandali alimentari, di cui l'Occidente ha iniziato a occuparsi quando è scoppiato il problema del latte killer alla melamina (che ha provocato la morte di sei neonati e ne ha fatti ammalare altri 300mila), continua a creare problemi alla Cina. Dove le autorità incaricate di verificare che una filiera produttiva così delicata non utilizzi materiali di scarto, modificati con additivi chimici o scaduti sembrano non essere in grado di evitare che vengano messi sul mercato prodotti che possono compromettere la salute di chi li acquista.

Questa volta nell'occhio del ciclone ci sono le aziende farmaceutiche, accusate di aver commercializzato antibiotici preparati con olio da cucina riciclato, molto più economico (e tossico) dell'olio di semi di soia generalmente utilizzato.

Il governo ha già detto di aver avviato un'indagine, e pare che siano già state sequestrate cento tonnellate di olio tossico prodotte da sei fabbriche clandestine. Ma questa non è certo la prima volta che l'olio di scarto viene riutilizzato nel sistema produttivo.

Distinguere l'olio legale da quello illegale è molto difficile, perché colore e profumo sono identici, e per quanto il Partito avesse già tentato di invogliare i cinesi a perdere la loro pessima abitudine di conservare l'olio di cottura, pulirlo dai residui visibili a occhio nudo, eventualmente allungarlo con olio "buono" se il colore è troppo scuro, riutilizzarlo o rivenderlo promuovendone il riciclo, sono pochisimi gli esercizi commerciali che hanno potuto permettersi di aderire al programma che prevede di far gestire gli scarti agli esperti comunali di riciclaggio, il cui onorario è stato considerato troppo elevato per le loro tasche.

Nel tempo si è creata una tale abbondanza di olio riciclato che il suo utilizzo si è fatto sempre più comune anche in latre filiere. E anche se non è ancora stato dimostrato che l'utilizzo di olio tossico nella preparazione degli antibiotici sia effettivamente nociva per chi se ne serve, il problema va comunque risolto. Magari identificando dei responsabili e punendoli in maniera esemplare, come piace fare ai cinesi.

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