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Esteri

Mentre il Giappone compra le isole Senkaku, Pechino si prepara alla guerra per riconquistarle

Tokyo pagherà venti milioni di euro alla famiglia Kurihara per rilevare un arcipelago disabitato, i cui fondali sono però ricchissimi di gas e petrolio

Bandiere giapponesi sulle Senkaku (Credits: AP Photo/Kyodo News)

Ultimo (per ora) atto della schermaglia diplomatica fra Pechino e Tokyo in relazione all'annosa controversia sulla sovranità sulle isole denominate Senkaku dai Giapponesi e Diaoyu dai Cinesi. Benché sia contesa l'appartenenza del piccolo arcipelago in base al diritto internazionale, sul piano del diritto privato la situazione è più chiara. I terreni di tre delle isolette - che sarebbe forse più appropriato definire "scogli" - appartengono alla famiglia Kurihara; ora il governo giapponese ha stanziato due miliardi di yen (pari a circa venti milioni di euro) per rilevarne la proprietà.

Si tratterà probabilmente di una delle transazioni immobiliari più contestate nella storia recente. Non solo ci sarà da concludere il contratto con i Kurihara - che presumibilmente saranno ben contenti di liberarsi di una proprietà su cui un domani potrebbe addirittura accendersi un conflitto - ma ben due Paesi hanno già fatto sapere di considerare l'operazione offensiva. Le isole, infatti, secondo la versione cinese appartengono a Taiwan (che, a sua volta, dovrebbe essere secondo loro sotto la sovranità della Repubblica popolare: un esempio concreto di scatole cinesi), e a protestare sono state sia Taipei che Pechino, da dove hanno fatto sapere che l'acquisto offenderebbe "un miliardo e trecento milioni di cinesi" e che l'atto non rimarrà privo di conseguenze. Tant'é che Pechino ha già inviato dei pattugliatori in prossimità delle Diaoyu per ribadire la propria sovranità nell'area.

Da qualche tempo la contesa sulle Senkaku-Diaoyu ha rinfocolato la tensione sino-giapponese: le dichiarazioni infuocate si susseguono e qualche giorno fa l'Ambasciatore di Tokyo in Cina è stato vittima di un gesto dimostrativo innocuo, ma dall'elevato valore simbolico: un passante ha divelto la bandierina giapponese che ne identificava l'autovettura di rappresentanza. Un atto particolarmente grave, in culture molto attente al rispetto delle forme e del cerimoniale.

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