Esteri

Il gangster più pericoloso della Cina è uscito di prigione. E il paese ha paura

"Dente Spezzato" e "Il Padrino d'Oriente": sono questi i soprannomi preferiti da Wan Kuok-koi

Wan Kuok-koi fuori dal carcere di Macao (Credits: La Presse)

Dopo quindici anni di reclusione è tornato libero Wan Kuok-koi, 57 anni, uno dei più noti e potenti criminali della Regione Amministrativa Speciale di Macao, conosciuto anche con il soprannome di "Dente Spezzato".

Il boss macanese era stato condannato nel 1999 per associazione a delinquere, usura e gioco d'azzardo, poco prima che il Portogallo cedesse il controllo della colonia a Pechino. Un uomo che la Cina continua a temere, visto che, in previsione della sua liberazione, le case da gioco e gli alberghi di Macao sono stati "caldamente incoraggiati" a rafforzare le misure di sicurezza.

Uscito dal carcere Wan non ha voluto rilasciare commenti, ma la città è già in subbuglio, e tra boss e comuni cittadini sono in molti a temere che la loro sicurezza, con Dante Spezzato a piede libero, sia di nuovo in pericolo.

Chi è Wan Kuok-koi, e come ha fatto a mantenere intatto il suo potere in questi quindici lunghissimi anni di reclusione? Wan è certamente un uomo determinato, inflessibile e caparbio. Che ha deciso di diventare un boss delle triadi cinesi a soli 15 anni. Quando, all'improvviso, si è ritrovato nella condizione di dover mantenere la sua famiglia.

Il soprannome di Dente Spezzato è legato ai sacrifici che questo ragazzo ha dovuto sopportare per esaudire "i suoi sogni". Da giovanissimo, in pochi anni avrebbe fatto esplodere cento automobili, appiccato il fuoco in ventiquattro centri commerciali, ucciso sei ufficiali di polizia, due magistrati e le rispettive consorti, e ventidue ragazzi che, come lui, aspiravano a farsi scegliere come "uomini delle triadi". Solo per farsi notare.

Non contento del "successo" registrato a Macao, ancora giovanissimo Wan ha cercato di farsi riconoscere come lo spietato "Padrino del Sudest Asiatico", scontrandosi con decine di altre gang. In una lotta all'ultimo sangue da cui è uscito con tutti i denti rotti e con il corpo martoriato dalle coltellate, ma vittorioso. E più saggio, perché è da quel momento che "il Padrino" ha iniziato a selezionare la sua schiera di "collaboratori fidati", da riunire nel clan 14K. I cui profitti da racket, prostituzione e gioco d'azzardo hanno a lungo superato i dieci milioni di dollari al mese.

Da quando è stato incarcerato non ha mai perso occasione per ricordare che, da "onesto imprenditore" quale è, non appena avesse riconquistato la libertà si sarebbe "ripreso gli affari lasciati per troppo tempo in mano alla concorrenza". Nel 1998 Dente Spezzato finanziò la produzione di un noiosissimo film, Casinò , in cui, di fatto, veniva raccontata la sua storia. Quella di un adolescente può guadagnare milioni di dollari grazie al racket, ai casinò, all'organizzazione di concerti, alle speculazioni immobiliari e al traffico d'armi e di droga. E quella di un uomo spietato che in poco tempo è riuscito ad affermarsi come Re delle triadi.

Uscito di prigione Dente Spezzato ha dichiarato ai giornalisti di essere felice di aver ritrovato la libertà e di voler esere lasciato in pace, ma è probabile l'uomo più pericoloso della Cina abbia approfittato del silenzio del carcere di massima sicurezza in cui è rimasto così a lungo rinchiuso per mettere a punto un piano per riconquistare "la sua Macao". E nel caso in cui nei prossimi mesi iniziasse ad essere pubblicizzata la produzione di "Casinò 2", i macanesi (e non solo) farebbero bene a ripromettersi di guardarla con attenzione. Per cercare di leggere tra le righe ogni indizio "importante". Del resto, ne va della loro stessa sicurezza...

© Riproduzione Riservata

Commenti