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Esteri

La furia anti-giapponese esplode in Cina

Panasonic, Canon e Toyota sono state costrette a chiudere le fabbriche nella Repubblica popolare

Proteste anti-giapponesi in Cina (Credits: LaPresse)

La furia anti-giapponese è riesplosa in tutta la Cina raggiungendo eccessi mai visti negli ultimi anni. Causa principale dell'escalation è la vicenda delle isole contese Diaoyu/Senkaku, che i nipponici hanno tentato di chiudere in maniera definitiva valutandone l'acquisto. Mossa che Pechino non ha gradito e a cui ha risposto inviando navi da guerra in prossimità dell'arcipelago. Allarmando anche gli Stati Uniti. Che per bocca di Leon Panetta hanno invitato Cina e Giappone a evitare di mantenere atteggiamenti provocatori che possano degenerare in veri e propri conflitti.

In un primo momento alla notizia dell'intenzione nipponica di acquistare questo microscopico arcipelago disabitato (ma ricchissimo di gas) circa duemila cinesi hanno circondato l'Ambasciata giapponese a Pechino, scandendo slogan provocatori e violenti e innalzando striscioni contro Tokyo. Poi la situazione è degenerata. In quasi tutte le città della Repubblica popolare sono state organizzate manifestazioni di protesta, e a nulla sono servite le richieste presentate da Tokyo a Pechino affinché si spendesse per garantire l'incolumità dei connazionali residenti in Cina.

L'isteria scalmanata dei manifestanti si è poi scagliata contro tutti i simboli nipponici presenti nel paese. Molte auto sono state bruciate e Panasonic è stata costretta a chiudere due dei suoi stabilimenti cinesi. Seguita a ruota da Canon e Toyota. Con la possibilità, se la situazione non verrà stabilizzata, e se Tokyo non rinuncerà all'acquisto delle Senkaku, di una massiccia fuga dalla Cina degli investimenti del Sol Levante. Uno scenario fortemente negativo per Pechino, soprattutto in tempi di crisi come questo. Ma il regime ha già dimostrato che quando ci sono in ballo gli interessi nazionali (e la sovranità sulle Diaoyu è tra questi) anche le priorità economiche passano in secondo piano.

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