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Esteri

Cina: il Sol Levante chiude fabbriche, negozi, ristoranti e rappresentanze diplomatiche

I giapponesi temono una pericolosa recrudescenza delle violenze nel giorno dell'anniversario dell'incidente di Mukden

"Ricordiamo il 18 settembre" (Credits: AP Photo/Ng Han Guan)

L'elenco dei gruppi giapponesi che hanno deciso di chiudere fabbriche e negozi nella Repubblica popolare assomiglia sempre di più a un bollettino di guerra. Honda, Nissan, Toyota, Mazda, Mitsubishi, Yamaha, Panasonic e Canon sono solo alcune delle multinazionali che, per precauzione, hanno chiuso i battenti in Cina. E dopo la sospensione di ogni tipo di servizio presso ambasciate e consolati, l'unica evoluzione possibile pare essere il rimpatrio dei cittadini giapponesi residenti in Cina. Che negli ultimi giorni si sono barricati all'interno dei ristoranti gestiti dai loro concittadini. Anche questi rigorosamente chiusi.

Anche oggi il Segretario alla Difesa statunitense Leon Panetta ha invitato Tokyo e Pechino a mantenere la calma e a farsi aiutare (anche da Washington) a raggiungere un compromesso che permetta di evitare un conflitto che, purtroppo, diventa ora dopo ora sempre più probabile.

Conoscendo la storia dei due paesi, gli americani sono particolarmente preoccupati per quello che potrebbe succedere oggi, perché il 18 settembre ricorre l'anniversario dell' "incidente di Mukden", quello che, nel lontano ma mai dimenticato 1931, diede il via all'invasione giapponese della Manciuria. Data che i cinesi, abituati a ricordarla ogni anno con odio e disprezzo, potrebbero in questa occasione "festeggiare" in maniera più violenta del solito, sfogando tutta la rabbia che da decenni covano contro un nemico che non si è ancora nemmeno scusato per le atrocità commesse durante le guerre combattute contro di loro.

La furia delle proteste anti-giapponesi che si è scatenata in questi giorni sicuramente non ha precedenti. Ma è possibile che una parte dell'allarmismo sia legato alle preoccupazioni per un'ulteriore recrudescenza delle violenze proprio nel giorno dell'anniversario. Cosa che, naturalmente, molti vorrebbero evitare.

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