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Esteri

Cina: il Congresso premia i conservatori di Xi Jinping

Il grande sconfitto è invece il Presidente uscente Hu Jintao, e con lui i riformisti su cui molti avevano puntato nella speranza che potessero finalmente "cambiare" la Cina

Li Keqiang e Xi Jinping, Primo Ministro e Presidente della "nuova" Cina (Credits: AP Photo/Vincent Yu)

Pur rimanendo molto difficili da pronunciare, i componenti del Comitato permanente del Pcc che il neo leader Xi Jinping ha presentato questa mattina delle Grande Sala del Popolo di Piazza Tiananmen hanno stupito molto poco un Paese che aveva già individuato in Xi Jinping e Jiang Zemin i vincitori, e in Hu Jintao il grande sconfitto di questo 18esimo imprevedibile Congrsso.

Fino alla prossima primavera continuerà ad essere il Presidente della Repubblica popolare, ma dopo l'ennesimo passaggio di consegne l'uscita di scena di Hu Jintao sarà totale. Quest'ultimo ha infatti rnunciato all'opportunità di tenere per altri due anni il controllo di una posizione chiave per coordinare il Politburo dall'esterno, la Commissione militare centrale. Una decisione inaspettata ma che è risultata più che comprensibile quando il nuovo primus inter pares cinese, con cinque nomi, ha confermato che il nuovo Comitato permanente sarebbe stato a lui favorevole.

Ecco allora che, avendo saputo in anteprima che il "Governo Xi" avrebbe avuto un'impronta conservatrice, è possibile che Hu Jintao abbia deciso di fare più di un passo indietro per evitare di ritrovarsi a ricoprire un incarico pensato per limitare l'autonomia decisionale di Xi Jinping, ma ormai privo di significato.

Il successo del Presidente in pectore e del suo mentore Jiang Zemin non è solo legato all'essere riusciti a mantenere la maggioranza nel Comitato permanente, quanto piuttosto all'essere stati capaci di escludere da quest'ultimo gli uomini forti di Hu Jintao. Primo fra tutti Wang Yang.

Cosa possiamo attenderci da questa "nuova" Cina? I conservatori non sono mai stati i paladini dell'apertura e delle riforme. Tuttavia, che la Repubblica popolare oggi ne abbia bisogno più che mai è un dato di fatto. Quindi qualcosa sicuramente cambierà, ma non prima che la nuova classe dirigente abbia consolidato il suo potere all'interno dei confini nazionali. Tuttavia, dal momento che per riuscirci ha bisogno di rilanciare l'economia e di ripulire l'immagine del Partito, lo sviluppo di una nuova strategia di crescita e sviluppo e la lotta alla corruzione avranno di sicuro la priorità. Anzi: quest'ultima potrebbe proprio essere inaugurata dal processo del decennio. Quello contro "il traditore" Bo Xilai.

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