L'ISIS ha usato armi chimiche contro i curdi?

Nella guerra contro le milizie curde lo Stato Islamico arricchisce i proiettili di cloro e altre sostanze letali. La denuncia di due centri studi

 

Per Lookout news

Lo Stato Islamico ha recentemente utilizzato agenti chimici contro le forze curde sia in Iraq che in Siria. A riferirlo è l’emittente americana CNN che cita un’indagine congiunta di due organizzazioni indipendenti del Regno Unito, il Conflict Armament Research (CAR) e l’istituto di ricerche Sahan Research.

 Secondo le fonti sul posto, nei recenti attentati suicidi e negli ordigni esplosivi (IED) piazzati ovunque nelle aree di conflitto, i miliziani fedeli al Califfo avrebbero utilizzato il cloro e altre sostanze chimiche per rendere ancora più letali gli effetti delle loro armi.

 Gli analisti del CAR sostengono che “il primo uso documentato di agenti chimici nei proiettili sparati contro le forze curde e obiettivi civili” riguarda la battaglia in corso nella provincia di Hasakah, nel nord della Siria, dove ISIS è impegnato in violentissimi scontri con le armate curde YPG (Unità di Protezione del Popolo). Un altro episodio si è registrato nella Diga di Mosul, nel nord dell’Iraq, dove il gruppo di ricerca avrebbe trovato le prove dell’uso di agenti chimici grazie a un colpo di mortaio da 120 millimetri che non è riuscito a esplodere.

 

 

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L’ANALISI: COME FUNZIONA ITRACE, IL SOFTWARE DELLA CONFLICT ARMAMENT RESEARCH

 

James Bevan, direttore esecutivo del CAR, ha spiegato che gli investigatori del gruppo londinese sono andati sul posto una settimana dopo l’incidente. “Il team d’indagine ha provato mal di testa e nausea quando si è trovato in prossimità del proiettile”, ha sottolineato Bevan. Si tratta di sintomi compatibili con l’esposizione a un agente chimico come il cloro. Il proiettile è stato poi prelevato dal governo regionale curdo per ulteriori test.

 Le ricerche del CAR e del Sahan Research, secondo Bevan, si sono intensificate dopo gli episodi avvenuti il 28 giugno a Tel Brak e Hasakah, che avrebbero provocato alle truppe YPG sintomi anomali come “perdita di concentrazione, perdita di coscienza in alcuni casi, dolori dalla vita in giù, con conseguenti temporanee paralisi localizzate”. Stando al resoconto della CNN, in un ospedale di Qamishli, cittadina a maggioranza curda al confine turco-siriano, molti dei combattenti colpiti sono risultati positivi al PH3, un prodotto chimico a base di fosfina, utilizzato come insetticida.

 Già in passato ISIS è stato accusato di aver fatto uso di sostanze chimiche in battaglia e il sospetto ricade ovviamente sugli arsenali chimici del regime di Bashar Assad. Ciò nonostante, l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, la OPCW, afferma di non avere alcuna prova dell’uso di agenti chimici nella guerra in corso in Siria.

 Dunque, l’unica certezza sulla quale è possibile concordare al momento, è quella che lo stesso Bevan ha affidato ai cronisti della CNN: “Se ritengono che (l’uso di agenti chimici, ndr) sia militarmente efficace, allora abbiamo più di un sospetto che li useranno di nuovo”.

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