Siria: la controffensiva dell'Isis su Kobane

Il punto dopo che i miliziani hanno risposto alle ultime sconfitte subite nella provincia di Raqqa con attacchi simultanei a Kobane e Hassakeh

 

Per LOOKOUT NEWS

Dopo le sconfitte subite nelle ultime settimane al confine tra Siria e Turchia, questa notte è arrivata l’attesa controffensiva dei miliziani dello Stato Islamico. L’esercito del Califfo Al Baghdadi ha lanciato attacchi simultanei a Kobane e Hassakeh.

Kobane, roccaforte curda da cui i miliziani jihadisti sono stati espulsi dopo mesi d’assedio, è stata attaccata da tre lati. I combattenti di ISIS sono riusciti ad aprirsi un primo varco in una zona situata vicino alla frontiera con la Turchia. Cinque pick-up con false bandiere del Free Syrian Army (alleato dei curdi), hanno preso alla sprovvista i soldati dell’YPG. Un’autobomba ha sfondato le linee di difesa.

I miliziani si sono fatti esplodere e altri dietro di loro hanno preso posizione avvicinandosi al centro della città. I morti sarebbero già numerosi e decine i feriti, con il rischio che gli orrori della rappresaglia casa per casa, cui Kobane ha già assistito nei mesi scorsi, possano ripetersi. Il fatto che i miliziani jihadisti siano riusciti a entrare a Kobane dalla Turchia (secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani) ha spinto ancora una volta nel mirino delle critiche il governo di Ankara, accusato di favorire l’ingresso di jihadisti in Siria per contrastare le milizie curde.

 Si combatte anche nella provincia di Hassakeh, più a est rispetto a Kobane e a nord-est di Raqqa, al confine con Turchia e Iraq. In quest’area, ISIS è riuscito a prendere il controllo di alcuni dei distretti chiave della città di Hassakeh, tra cui quello di al-Nashwa. Hassakeh è divisa in zone controllate dal governo siriano e dalle milizie curde. I jihadisti sono entrati nella città da sud e da ovest. Anche qui la tattica utilizzata è stata la stessa: attacco con autobomba per infrangere le linee nemiche e, a seguire, attentati kamikaze per prendere posizione all’interno della città. Secondo l’Osservatorio, negli scontri sarebbero morti almeno 30 tra soldati dell’esercito siriano e miliziani curdi, e altri 20 combattenti di ISIS.

 Nelle ultime settimane le milizie curde hanno costretto lo Stato Islamico alla difensiva nei territori siriani confinanti con la Siria. Nella provincia di Raqqa, hanno conquistato la città strategica di Tal Abyad e preso il controllo delle linee di collegamento con la Turchia, spingendosi a soli 55 chilometri dal capoluogo di Raqqa, capitale di ISIS in Siria. Con questa doppia offensiva adesso i miliziani jihadisti potrebbero recuperare terreno a ovest ed est di Raqqa e tentare così di accerchiare i curdi

Gli altri combattimenti
Nel resto della Siria si combatte principalmente ad Aleppo e Deraa. Ad Aleppo, i ribelli siriani avrebbero preso possesso di alcune aree controllate dalle forze governative irrompendo in una caserma a nord ovest della città. Più a meridione, a Deraa, il Fronte del Sud formato dai qaedisti di Jabhat Al Nusra e da gruppi di ribelli, è avanzato costringendo l’esercito ad arroccarsi nella parte ovest della città.

Il Fronte del Sud ha già conquistato città, villaggi, basi militari e un valico di frontiera al confine con la Giordania. Patire una sconfitta anche a Deraa, per il regime di Assad significherebbe aver perso il terzo capoluogo di provincia dopo Raqqa e Idlib, entrambi saldamente nelle mani dello Stato Islamico.

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