I Paesi più pericolosi del mondo

I Paesi più pericolosi al mondo per i turisti? Somalia, Afghanistan e Iraq. Regno Unito il luogo più sicuro

La mappa dei paesi più a rischio del mondo per il turismo

Per Lookout News

Somalia, Afghanistan e Iraq. Sono questi i tre Paesi più pericolosi al mondo, in cui è assolutamente vietato recarsi per un soggiorno turistico, secondo una speciale “top ten” stilata dalla rivista americana Forbes nel numero comparso la prima metà di maggio. Peccato che la rivista dimentichi del tutto un Paese importante come la Siria.

Ma, a parte questa svista - che comunque ha del clamoroso, come se fosse una rimozione psicologica - la classifica è il risultato dell’incrocio dei dati forniti da alcuni degli enti più autorevoli operativi nel settore dell’analisi e della prevenzione del rischio, tra cui il Dipartimento di Stato americano.

I parametri a cui Forbes fa riferimento per decifrare il contesto di ogni nazione sono: la stabilità politica, il tasso di criminalità, l’occorrenza di disordini civili, l’efficienza delle forze di sicurezza, il numero di attentati e rapimenti.

Ciò che ne emerge è una cartina del mondo disseminata di “bollini rossi” che disegna una macroarea del terrore che va dal Maghreb, passa per l’Africa Centrale e Meridionale, risale verso il Medio Oriente e arriva fino all’Asia Centrale. E così, al trio di testa formato da Somalia, Afghanistan e Iraq, seguono Congo, Pakistan, Striscia di Gaza, Yemen, Zimbabwe, Algeria e Nigeria.

Uno dei principali elementi messi in evidenza da Forbes è che in quasi tutti questi Paesi sono in corso da diversi anni missioni di pace NATO e USA, sui cui effetti però sarà bene riflettere alla luce dei risultati attuali. Tutti tranne, appunto, la  Siria, teatro di una sanguinaria guerra civile che negli ultimi due anni ha provocato oltre 80.000 vittime (secondo le Nazioni Unite) ma che, in effetti, al momento non prevede un intervento NATO né americano, portandoci alla conclusione che quella classifica è indirizzata agli americani e dunque, come spesso accade oltre atlantico, “ego-riferita”.

 
 

Ai primi posti Somalia, Afghanistan e Iraq
In testa alla classifica, come detto, c’è la Somalia, dove la minaccia principale è rappresentata dal movimento filo-qaedista Harakat al-Shabaab al-Mujahidin, più comunemente noto come Al Shabaab (“La Gioventù”), in lotta da più di vent’anni contro le forze governative somale e le truppe etiopi.

L’altro volto del rischio in Somalia è quello delle bande di pirati, che solo nel 2012 hanno assaltato 42 navi appartenenti soprattutto a multinazionali straniere. Il risultato è un Paese ostaggio del terrore dall’inizio degli anni Novanta, in cui dal 1994 a oggi si sono succeduti ben 14 diversi governi.  

Subito dietro la Somalia c’è l’Afghanistan: entro l’inizio del 2014 la NATO dovrebbe lasciare definitivamente Kabul al controllo delle forze afghane. Ma la sicurezza in questo Paese è tutt’altro che acquisita, come dimostrano i continui attacchi da parte dei talebani.Forbes pone l’accento in particolare sulla condizione delle donne, che in Afghanistan praticamente non godono di alcun diritto (non possono possedere nemmeno beni materiali) e sono costantemente soggette ad abusi, discriminazioni e violenze, per non parlare dell’aumento inquietante di femminicidi.  

 

In Sud America il maggior numero di omicidi 
Nella top ten non compare nessuno Stato dell’America Latina, anche se la situazione di molto Paesi qui è ad alto rischio. È il caso del Brasile, che stando al rapporto 2012 stilato dallo United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC) è diventato il leader mondiale per numero assoluto di omicidi (43.909 l’anno).

Nella classifica degli omicidi commessi in rapporto alla popolazione, in testa c’è l’Honduras (82,1 omicidi ogni 100.000 abitanti), seguito da El Salvador (66), Venezuela (49), Colombia (33,4) e appunto Brasile (22,7). La Colombia mantiene saldamente il primato di capitale mondiale della cocaina: il 75% della polvere bianca consumata nel pianeta è infatti sotto il controllo dei cartelli della droga “Cali” e “Pablo Escobar”.

 

Londra la più sicura d’Europa
Premettendo che la classifica è stata stilata prima della mattanza di Woolwich – il quartiere a sud-est di Londra dove il 22 maggio due nigeriani hanno massacrato un militare inglese - in Europa i numeri più rassicuranti arrivano dalRegno Unito.

Secondo lInternational Institute for Peace and Economics , negli ultimi dieci anni il tasso di omicidi e violenze alla corte di Sua Maestà è diminuito in maniera più considerevole che in altri Paesi del Continente, con una diminuzione di un quarto del numero totale dei reati e un “solo” omicidio ogni 100.000 abitanti nel 2012 (nel Belgio, il Paese europeo più a rischio, gli omicidi sono 1,7 ogni 100.000 abitanti).

Dati positivi, a cui Londra è arrivata attraverso un significativo miglioramento dei metodi e delle tecnologie investigative messi a disposizione delle forze di sicurezza, ma anche per effetto della crescita media dei salari che ha portato alla diminuzione del disagio sociale e a una sensibile riduzione, tra le altre cose, anche del consumo di alcol.

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