Corea del Nord, Kim epura i servizi segreti

Il dittatore Kim Jong Un declassa i ministeri responsabili dell'intelligence. I poteri passano al comitato centrale delle forze armate

 

Per Lookout news

Il dittatore nordcoreano Kim Jong Un sta smontando e rimontando a proprio piacimento i pezzi dei servizi segreti. A luglio il leader di Pyongyang ha stravolto le gerarchie che finora avevano retto gli equilibri tra le forze armate e i vertici dell’intelligence. Il ministero della Sicurezza Nazionale, guidato dal generale Kim Chang Sop, e il ministero della Pubblica Sicurezza, diretto da Choe Pu Il, finora responsabili di tutte le attività di spionaggio e controspionaggio, sono stati depotenziati passando sotto il controllo del comitato militare centrale, che risponde direttamente a Kim Jong-un.

 I ministri Kim Chang Sop e Choe Pu Il pagano così a caro prezzo il numero troppo elevato di nordcoreani che negli ultimi tempi sono riusciti a eludere i controlli lungo le frontiere con la Cina e a lasciare il Paese. A beneficiare della loro epurazione è il generale Kim Yong-chol, capo dell’Ufficio di Ricerca Generale (Reconnaissance General Bureau, RGB), struttura a capo dei servizi segreti militari. A lui Kim Jong-un ha affidato il compito di coordinare le attività di cyber warfare contro le potenze nemiche, vale a dire principalmente la Corea del Sud.

 Cooperando con la Quinta sezione del Partito dei Lavoratori (responsabile delle attività di intelligence per la sicurezza esterna), negli ultimi mesi l’RGB ha effettuato più incursioni nei sistemi di difesa informatica di uffici governativi e di aziende di Seoul, in cerca di informazioni utili per conoscere lo stato di avanzamento tecnologico della Corea del Sud.

 Kim Yong-chol gode per il momento della fiducia del leader nordcoreano, anche se il tempo a sua disposizione per ottenere risultati non è molto. D’altronde, tutto il mondo sa che la pazienza non è una delle qualità principali di Kim Jong-un.

© Riproduzione Riservata

Commenti