Chi è al Barnawi, nuovo leader di Boko Haram in Nigeria

Il cambio al vertice nella la filiale dello Stato Islamico in Africa Occidentale potrebbe essere segno di divisioni interne

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Un fermo immagine tratto da un video trasmesso da LiveLeak mostra Abu Musab al-Barnawi, portavoce di Boko Haram, indicato dall'Isis come nuovo leader del gruppo terrorista islamico nigeriano. 3 agosto 2016. – Credits: ANSA/ LIVELEAK.COM

Boko Haram ha un nuovo nome e un nuovo capo. Abu Musab al-Barnawi è il nuovo leader di ISWAP (Islamic State’s West African Province), la filiale dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale nata dopo il giuramento di fedeltà prestato dall’organizzazione jihadista nigeriana Boko Haram al Califfo Abu Bakr Al Baghdadi nel marzo del 2015.
 
L’annuncio è stato dato nell’ultimo numero di Al Nab’a, una delle riviste dello Stato Islamico in cui viene pubblicata un’intervista ad Abu Musab al-Barnawi. Del nuovo capo di ISIS in Africa Occidentale non si hanno al momento molte notizie certe. Quel poco che si sa rimanda a un video diffuso nel gennaio del 2015 in cui Al Barnawi veniva indicato come il portavoce di Boko Haram. Nelle poche riprese in cui veniva inquadrato da vicino, Al Barnawi minacciava di radere al suolo le città nigeriane che si sarebbero opposte all’avanzata di Boko Haram, lanciando messaggi di disprezzo contro ogni forma di ingerenza straniera.
Nell’intervista pubblicata su Al Nab’a, Al Barnawi parla in lingua Hausa (lingua della famiglia Afro-asiatica, utilizzata in buona parte dell’Africa Occidentale soprattutto tra i musulmani, ndr) dichiarando che la presenza di ISIS in quest’area del continente è in costante espansione e definendo la guerra contro gli Stati africani “la guerra dei musulmani contro gli apostati e i crociati”.
 
In attesa di altre informazioni, è da verificare anche se vi sia un collegamento tra Abu Musab al-Barnawi e Khalid al-Barnawi, arrestato nell’aprile scorso e autore secondo il Dipartimento di Stato americano di un attentato contro il palazzo delle Nazioni Unite ad Abuja, capitale della Nigeria, il 26 agosto del 2011.
 
Che fine ha fatto Shekau?

Nel dare l’annuncio dell’investitura di Abu Musab al-Barnawi a leader di ISIS in Africa Occidentale, lo Stato Islamico non fa alcun riferimento al suo predecessore Abubakar Shekau, che nel luglio del 2009 aveva assunto la guida di Boko Haram sostituendo il fondatore Muhammad Yusuf.
Leader sanguinario, dato per morto più volte negli ultimi anni dall’esercito nigeriano, dopo mesi di silenzio Shekau si era fatto sentire nell’agosto del 2015 con un messaggio audio in cui smentiva le voci della sua morte. Nel marzo del 2016 Shekau era apparso in un nuovo video, ma la scarsa qualità del filmato e il fatto che non fosse stato condiviso sui canali social di ISIS avevano posto seri dubbi sulla sua autenticità.

"Poche ore dopo la notizia diffusa da ISIS però, Shekau ha diffuso un messaggio di dieci miniuti in lingua araba e hausa smentendo di essere stato rimosso dalla guida dell'organizzazione nigeriana ma ribadendo al contempo totale fedeltà al Califfo Al Baghdadi".


 
Le prossime mosse di Boko Haram
La nomina di Abu Musab al-Barnawi arriva in un momento di massima difficoltà per l’organizzazione jihadista nigeriana che nell’ultimo anno e mezzo ha perso molto del territorio che aveva conquistato principalmente nel nord-est della Nigeria tra gli stati di Yobe, Borno, Adamawa, Kano, Bauchi e Kaduna. In questa vastissima area del Paese, dall’avvento di Shekau al comando di Boko Haram nel 2009 ci sono stati oltre 20.000 morti, buona parte dei quali civili, e centinaia di migliaia di sfollati.
 
Negli ultimi mesi il gruppo ha intensificato gli attacchi contro i contingenti e le postazioni degli eserciti di Nigeria Niger, Ciad, Camerun e Benin riuniti nella missione militare MNJTF (Multinational Joint Task Force), che a luglio ha lanciato una nuova offensiva per stanare i jihadisti lungo le rive del lago Ciad.
 
Nonostante sul web e sui social network la propaganda della filiale di ISIS in Africa Occidentale sia aumentata in maniera esponenziale, secondo fonti militari citate da Jeune Afrique al suo interno l’organizzazione sarebbe tutt’altro che unita. Una tesi sostenuta anche da Thomas Waldhauser, capo di AFRICOM (United States Africa Command), e da diversi servizi di intelligence dei Paesi impegnati in Nigeria a combattere la minaccia islamista.
 
All’interno dell’organizzazione sarebbe in corso una lotta per la leadership. Da un lato vi sarebbe una fazione che continua a richiamarsi al fondatore di Boko Haram Mohammed Yusuf e che sarebbe stanziata principalmente nelle storiche roccaforti situate nella foresta di Sambisa e nei monti Mandara al confine tra Camerun e Nigeria. Dall’altro vi sarebbe invece l’ala verosimilmente maggioritaria, concentrata nelle isole e lungo le rive del lago Ciad, che ha abbracciato la causa dello Stato Islamico e che adesso risponde al nuovo leader Abu Musab al-Barnawi.
 
Forse l’uscita di scena di Shekau potrebbe essersi consumata proprio nel corso di questa faida interna. Una lotta intestina in cui lo Stato Islamico ha ormai preso il sopravvento.

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