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Rio, la violenza infinita alla vigilia dei Mondiali

A poche settimane dall’inizio dei Mondiali di calcio in Brasile, la violenza a Rio de Janeiro spaventa

Gli scontri nelle favelas di Rio de Janeiro – Credits: Getty

La cosiddetta "pacificazione" delle favelas vicine alle zone turistiche, ovvero il recupero dei territori controllati dai narcos e l’apertura di Unità di polizia pacificatrice (Upp), mostra tutti i suoi limiti. Lo scorso 22 aprile, Copacabana si è trasformata in un campo di battaglia, dopo che l’uccisione di un ballerino ha scatenato la rivolta degli abitanti della favela di Pavão-Pavãozinho (foto) contro la polizia, ritenuta responsabile del delitto. Il 2 aprile un’altra favela "pacificata", quella di Cantagalo, si era ribellata all’uccisione di due residenti da parte dei poliziotti. Da gennaio, decine di commissariati delle favelas sono stati attaccati.

COSA HANNO SCRITTO

"A meno di 50 giorni dall’avvio dei Mondiali, le barricate in fiamme e gli scontri a Copacabana terrorizzano i vertici della Fifa" afferma il quotidiano Folha de São Paulo. "Il 18 gennaio i negozi di Ipanema hanno chiuso per il lutto imposto dai narcos in memoria del trafficante Patrick Costa dos Santos, ucciso durante uno scambio di raffiche di mitra con i poliziotti di Pavão-Pavãozinho e del Cantagalo" aggiunge il quotidiano di Rio O Globo, sottolineando come il narcotraffico sia stato tutt’altro che debellato. "Secondo l’ultimo rapporto di Amnesty International, ogni anno almeno 2 mila brasiliani muoiono per mano delle forze dell’ordine". Una mattanza, osserva la Bbc.

COSA SUCCEDERA'
La cosiddetta polizia pacificatrice ha riprodotto il modello tradizionale della sicurezza pubblica brasiliana: la violenza contro i cittadini. Ecco perché non si è guadagnata l’appoggio degli abitanti delle favelas, diventando una forza di occupazione. Non era stata presentata così sei anni fa. Il problema è che la polizia militare considera gli abitanti di queste zone come nemici e odia i poveri, nonostante molti suoi agenti siano poveri. I poliziotti cacciano i senzatetto dalle aree abbandonate, ma poi non li proteggono dai loro carnefici: i narcos. Ma quanto accaduto, purtroppo, si ripeterà.
Wadih Damous presidente commissione diritti umani dell’Ordine degli avvocati brasiliani

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