Tsipras, l'unico premier in grado di garantire coesione sociale

Il leader di Syriza continua a essere poco affidabile. Ma è l'unico in grado di portare avanti il Programma greco per ricevere gli aiuti dalla Ue

Tsipras

20 settembre 2015. Alexis Tsipras, dopo la scissione interna a Syriza, vince le elezioni con il 35% dei voti, ottenendo 145 seggi su 300. Dopo essersi liberato della riottosa sinistra interna capitanata da Varoufakis, si reinsedia come primo ministro ad Atene a meno di un mese dalle dimissioni. – Credits: LOUISA GOULIAMAKI/AFP/Getty Images

Un voto che non scuote l’Europa, ma che suscita i commenti paradossali di una sinistra italiana senza bussola. La vittoria di Alexis Tsipras in Grecia, risultato-fotocopia delle precedenti elezioni greche, rappresenta il male minore rispetto a quanto Atene, ma anche l’Europa, hanno rischiato con Yanis Varoufakis ministro dell’Economia.

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Tsipras sembra essersi a un certo punto ravveduto sul suo compagno di cordata, fulminato sulla via di Damasco dallo spettacolo di un incombente fallimento dello Stato. E ha imboccato la strada di una demagogia temperata dal pragmatismo: fuoco e fiamme contro la Troika, poi il risveglio e l’accettazione del piano europeo per la ristrutturazione del debito in cambio di riforme. Unica attenzione-precauzione: non chiamare la Troika col suo nome e abolire il termine “Programma”.

Leader della sinistra europea, portavoce di un movimento rivoluzionario in polemica con l’Europa di Bruxelles (ma non con l’Euro), Tsipras ha rischiato di affossare il suo paese contrapponendosi ai piani di salvataggio europei, ma alla fine ha piegato la testa, cacciato l’anima nera (o rossa) Varoufakis & C., e avviato la bonifica interna al suo partito, Syriza (l’estrema sinistra che aveva criticato l’accordo con l’Europa si è ritrovata al di sotto della soglia d’accesso in Parlamento, fuori dai giochi parlamentari).

Il faro dell’azione politica, anche nel caso di Tsipras, non è l’ideologia, rispetto alla quale si può derogare (e lui ha derogato) ma il consenso, cioè il potere. La prova? L’alleanza nel precedente governo e prevedibilmente nel nuovo con l’estrema destra nazionalista di “Anel”. Dettagli che non turbano un’anima bella della sinistra italiana come Nichi Vendola, leader di Sinistra ecologia e libertà, che s’illude di contare ancora qualcosa elettoralmente solo perché fuori dall’Italia emergono movimenti di sinistra che conseguono successi sbandierando le parole d’ordine del pauperismo terzomondista e del socialismo reale.

Tsipras ha quasi portato al collasso di sistema la Grecia, ma è apparso in extremis come il salvatore della Patria da… se stesso. In Europa il suo ritrovato pragmatismo non incanta nessuno, tanto meno la Germania. Lui continua a essere un premier poco affidabile. Ma anche l’unico, agli occhi di molti, capace di garantire la coesione sociale nel prosieguo di fasi del Programma greco. Avanti così, senza entusiasmo. Tra bandiere rosse ad Atene e cocktail di gamberetti a Bruxelles.

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