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Berlusconi: "Io resisto, non mollo!"

Nel messaggio via facebook il leader del centrodestra mostra combattività ma non nasconde i dubbi personali e dell'intera situazione politico-giudiziaria

Il messaggio facebook di Silvio Berlusconi (Credits: facebook)

Io resisto. State tranquilli. Resto il capo del centrodestra. Farò l’interesse dell’Italia. Abbiate coraggio. Non vi farò fare brutte figure. Prepariamoci al meglio.

Il succo del messaggio facebook di Silvio Berlusconi, così sintetizzato, è una messa in fila di slogan che corrispondono agli umori del Cavaliere. Dico “umori”, perché Berlusconi oggi è combattuto. Per un verso è un gigante in catene, una fiera braccata, un campione messo all’angolo. Per un altro è tuttora un leader, forte del consenso di milioni di italiani e con l’immensa responsabilità di decidere come usare la sua forza.

L’aggravante è che il braccio di ferro tra lui e una parte della magistratura non è ancora definitivamente concluso. Berlusconi è ancora sotto processo e rischia di essere nuovamente condannato. Ci sono voluti vent’anni per stringergli il cappio intorno al collo ma la stretta vera deve ancora arrivare. L’ipocrisia di considerare quella contro di lui una sentenza paragonabile a qualsiasi altra, non toglie il fatto in sé. La condanna, giusta o ingiusta che sia, c’è. Berlusconi è in balìa di magistrati il cui margine di discrezionalità è talmente ampio, e il cui livore anti-berlusconiano è spesso così evidente, da far pensare che la democrazia stessa sia ostaggio di una casta al di sopra delle regole.

Berlusconi dice anzitutto “io resisto”. E il linguaggio stesso tradisce i suoi richiami “politici”. Con un significativo ribaltamento, però. Il pensiero va al “resistere, resistere, resistere” che fu il motto della Procura di Milano. Ma “resistere” non significa contrattaccare. È il verbo degli assediati. Il minimo per non soccombere.

Poi dice “state tranquilli, resto il capo del centrodestra, farò l’interesse degli italiani”. Un messaggio rassicurante, da leader in carica, e non solo rispetto alla sua parte politica (con ogni probabilità maggioritaria oggi nel paese), ma anche rispetto all’Italia. Perché Berlusconi è pur sempre un tre volte ex presidente del Consiglio e ex presidente del G8.

Poi, ancora: “Andate avanti con coraggio”. Non abbiate paura. Continuate a combattere. Anche per me, è il sottinteso. “Prepariamoci per il meglio” è una timida allusione alla prova elettorale, quando ci sarà, e comunque al fatto che nel confronto in corso il Cavaliere uscirà alla fine vincitore.

(Mi riesce difficile capire quel “non vi farò fare assolutamente brutte figure”).

Le rassicurazioni e lo scoramento si alternano, seppure in modo paludato, all’ottimismo della riuscita finale.

In conclusione, quel messaggio affidato a facebook, in un modo che quasi prelude allo stato nel quale molti vorrebbero ridurre Berlusconi (quello di detenuto - o prigioniero politico - che parla per rapidi proclami sui social network), tradisce l’incertezza del Cavaliere e di tutto il Pdl riguardo agli sviluppi di una situazione che non è stata sciolta o risolta dalle parole del presidente Napolitano. Il capo dello Stato si è infatti limitato a definire i limiti della propria possibilità d’intervento rispetto alla condanna definitiva del leader del Pdl (e del centrodestra). Limiti enormi. Le sole concessioni di Napolitano riguardano l’ovvia constatazione della necessità di garantire la rappresentanza politica a mezza Italia, ma nessun appello all’esigenza di un riequilibrio dei poteri che tolga a una certa magistratura la possibilità di manipolare scorrettamente il consenso, defraudare gli italiani del diritto di voto e sostituirsi ai cittadini nella selezione dei governanti.
        

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