Cronaca

Carceri: un conto da 100 a 300 milioni

Il 28 maggio scade l’ultimatum della Corte di Strasburgo all’Italia. Ma il sovraffollamento delle celle non è stato risolto.

Ultimatum per il sovraffollamento carcerario in Italia – Credits: Getty

L’ultima sentenza è recentissima: il 22 aprile la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia a risarcire con 25 mila euro Giovanni Castaldo, detenuto del carcere di Bellizzi Irpino (Avellino), per cure mediche gravemente ritardate. Può bastare, come avviso finale? Sì, perché la scadenza è vicina: il 28 maggio termina l’anno concesso all’Italia dalla stessa Corte di Strasburgo per cancellare la condizione "inumana" delle sue 205 carceri.

Nel maggio 2013 la Cedu aveva condannato Roma a risarcire con 100 mila euro 7 detenuti a Busto Arsizio e a Piacenza, sottoposti a "condizioni inumane e degradanti, e assimilabili alla tortura". Primo problema, gli spazi: i reclusi disponevano di soli 3 metri quadrati a testa. I giudici avevano allora sospeso altri 8 mila ricorsi pendenti contro il sovraffollamento. Ma solo per un anno, fino al 28 maggio 2014.

Oggi, reclama il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, la situazione spazi è "molto migliorata": se il 31 gennaio 2013 i reclusi erano 65.905, il 31 marzo scorso sono scesi a 60.197, per 48 mila posti "regolamentari" disponibili. La cifra però è contestata dai radicali: Rita Bernardini, segretaria del partito, calcola che i posti davvero disponibili siano 43.547 e che 2.739 di questi non siano utilizzabili. "Per esempio" accusa "400 negli ospedali psichiatrici giudiziari, 700 nelle carceri sarde...". Si scenderebbe così a 40.808 posti, con 20 mila reclusi eccedenti. E il Consiglio d’Europa ha appena denunciato che, quanto a sovraffollamento, l’Italia è seconda solo alla Serbia.

Anche per questo, da molti mesi, la presidenza della Repubblica preme sul Parlamento. Se nulla dovesse essere fatto, da giugno la Cedu potrebbe dare ascolto agli 8 mila vecchi pendenti e ai 4 mila che intanto si sono aggiunti (dietro le sbarre, si sa, le voci corrono). Ogni detenuto potrebbe ottenere un risarcimento tra 10 e 25 mila euro. Quanto rischia di pagare l’Italia? Nessuna cifra ufficiale. Ma si va da 100 a 300 milioni.

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