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Politica

Senato, cosa prevede la riforma di Renzi

"Se non lo abolisco lascio la politica" ha detto il premier. Ma sul ddl costituzionale la battaglia sarà lunga e aspra

Matteo Renzi – Credits: Sean Gallup/Getty Images 

“Basta con i rinvii. Vado avanti, non a testa bassa, all'opposto: a testa alta. E se non faccio la riforma del Senato me ne vado...”, Così parlò ieri Matteo Renzi, al centro dei fuochi incrociati della politica che sta mettendo in discussione la riforma del Senato. Il primo affondo, il più duro, arriva proprio da un uomo del partito del premier-segretario, il presidente del Senato, Pietro Grasso: "Non sono un parruccone ma le riforme devono stare in un ambito istituzionale". Traudzione: questa riforma è sbagliata se non addirittura anticostituzionale.

Ecco ad oggi, dopo alcune modifiche, la riforma del Senato:

Il “nuovo” Senato sarà composto da 150 persone.

Ne faranno parte: 108 sindaci dei comuni capoluogo, 21 presidenti di regione e 21 esponenti della società civile che vengono temporaneamente cooptati dal Presidente della Repubblica per un mandato.

4 i paletti che per Renzi sono irrevocabili:

- L'assemblea delle Autonomie (così si dovrebbe chiamare il nuovo Senato) non voterà più la fiducia al governo  

- L'assemblea delle Autonomie non voterà nemmeno le leggi di bilancio (su questi punti c'è l'accordo di gran parte del Parlamento)

- Il Senato sarà "non elettivo"

- Non sono previste indennità per i componenti, essendo già pagati dallo stato per altra carica

Il nuovo Senato si potrà occupare solo di materia costituzionale ed elettorale, di trattati internazionali, di diritti fondamentali della persona, di commissioni d'inchiesta

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