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Renzi in Piazza del Popolo con il fantasma di Grillo

Siamo stati alla manifestazione del premier a percepire sogni e paure a 5 Stelle del popolo del Pd - lo Speciale

Renzi a Roma in Piazza del Popolo – Credits: Sara Dellabella

Siamo stati al comizio di Matteo Renzi in Piazza del Popolo a Roma. Per questa piazza è l'ultima speranza per cambiare verso. Gli elettori che ieri hanno risposto all'appuntamento del Pd per il comizio finale di queste europee non hanno altre chance per sognare una sinistra al governo. Renzi parla di "antidoto alla disperazione", "di lavoro per tutti e non di reddito di cittadinanza", parla di sogni e orgoglio italiano. Temi vicini a questa piazza fatta soprattutto di anziani che vedono i figli arrancare nel loro quotidiano.

In prima fila c'è un gruppo di esodati che contesta il segretario il suo parlare di orgoglio e sventolano cartelloni con scritto “esodati furto di Stato” e “40 anni di contributi, senza lavoro e senza stipendio”. Non è una campagna elettorale facile e ieri sera si è consumata l'ultima dimostrazione. Pochi istanti dopo che il Premier aveva iniziato il suo discorso una decina di persone hanno cominciato a fischiare e poi si sono resi protagonisti di spintoni tra la gente. E' stato necessario l'intervento della sicurezza e poi dei Carabinieri affinchè nessuno si facesse male. Questo a pochi passi dal palco, proprio dietro lo spazio riservato alla stampa. In un tweet pubblicato da Roberto Giachetti nella serata di ieri, pare che durante la perquisizione la Digos abbia trovato un pugnale. Ad un gruppo di appartenenti al Movimento della Casa l'accesso alla piazza è stato negato dalle forze dell'Ordine. Casa, lavoro, reddito. Tutti segnali che le persone, anche quelle giunte qui sono più interessate ai problemi di casa nostra che non a quello che succederà a Bruxelles.

L'esasperazione per una crisi che sembra non finire mai e colpisce soprattutto gli strati sociali più deboli pervade un po' tutta la piazza. Come raccontano i genitori di Maria che sono in piazza "ci piacerebbe che dopo gli studi nostra figlia non trovi difficoltà a trovare un posto di lavoro. I dati sulla disoccupazione giovanile non ci fanno dormire la notte". Poi c'è un gruppetto di candidati alle amministrative di Civitavecchia. Alcuni sostengono la linea Civati, ma “era importante esserci lo stesso”.

Enzo si è ritagliato un posto nel manifesto elettorale del Pd, dove poter infilare la sua di faccia per chiedere "l'abolizione totale al finanziamento ai partiti. Vadano avanti sulle proprie gambe, con le donazioni dei privati" e poi “speriamo che gli 80 euro arrivino anche per noi pensionati”. E così, l'appuntamento elettorale di domenica diventa il test sul governo a ottanta giorni dal suo insediamento. Quanto gli italiani hanno gradito l'accelerazione di Renzi su molti temi caldi?

Lui è tranquillo, ostenta la sicurezza del leader e non nasconde di puntare ai delusi del centrodestra. Dal palco invita i suoi sostenitori a scorrere la rubrica del cellulare e inviare sms a chi la volta scorsa si è astenuto. E' una chiamata alle armi quella del Segretario ai suoi seguaci. Dietro al palco circolano già i sondaggi. Gli ultimi giunti nelle mani di Renzi parlano di un distacco di 6 punti percentuali, "dovremmo essere tra il 27 e il 32 per cento" rivelano dal suo staff. Intanto Renzi dal palco parla alla Capitale e urla "je la famo!". Meno entusiasmo invece tra gli esponenti romani del Pd, poco inclini al sorriso. Qui nel Lazio il Movimento 5 stelle rischia il sorpasso e la cosa preoccupa molto. 

Grillo è l'attore non protagonista di questo comizio, alcuni dei cartelloni presenti in piazza fanno riferimento a lui come anche molti dei passaggi del discorso di Renzi. Una signora vestita con un golfino rosso, sui sett'anni sventola in alto un cartello “loro gli insulti noi la speranza vittoria c'è”. Tutti in piazza sono sicuri di vincere questa competizione elettorale, i sondaggi diffusi nei giorni scorsi sulla stampa danno una speranza. Giuseppe convertito a Renzi dopo la delusione di Bersani si sente tranquillo “per la prima volta non arrivo alle elezioni con l'incubo Berlusconi alle calcagna. Sta dimostrando di essere in gamba questo giovane e che le cose si possono fare. Per una volta vinciamo e basta, senza se senza ma”.

Oggi è il turno di Grillo che ha strappato per la seconda volta Piazza San Giovanni alla Sinistra. Nel Lazio il Movimento 5 stelle rischia di superare il Pd di Matteo Renzi. 

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