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Esteri

Stanca di essere vessata da Pechino, Hong Kong dà fiducia ai democratici

Tradita dallo schieramento pro-Pechino, accusato di non aver mantenuto le promesse fatte, la Regione Amminisrativa Speciale aiuta i democratici a rimanere in Parlamento

Hong Kong protesta contro i programmi di istruzione "di propaganda" (Credits: AP Photo/Kin Cheung)

Alla normalizzazione forzata imposta da Pechino i cinesi di Hong Kong si sono ribellati. E, a sorpresa, sono riusciti ad avere la meglio. Gli abitanti della Regione Amministrativa Speciale non hanno mai accettato il colpo di mano con cui il regime ha imposto il nuovo Capo del Governo, Leung Chun-ying, sbarazzandosi, grazie a una serie di scandali innescati da polemiche pretestuose, della vecchia guardia di Donald Tsang e Henry Tang. Sempre vicini a Pechino ma apparentemente troppo legati ai riformisti per essere considerati affidabili dai conservatori che si preparano a scrivere il "nuovo corso" della Repubblica popolare.

Gli hongkonghini se ne sono accorti, e hanno capito che, se non fossero intervenuti subito, il loro futuro all'insegna dell'autonomia e della libertà avrebbe potuto essere compromesso per sempre. Leung ci ha provato a ottenere la loro fiducia dichiarandosi "pronto a tutto" per assecondare le esigenze del popolo. E per dimostrare di non essere disposto a fare sconti a nessuno ha persino avvallato la condanna degli intoccabili fratelli Kwok, gli immobiliaristi di Sun Hung Kai. Alla fine di un processo con cui Leung è riuscito anche a infangare la reputazione del governo uscente, accusandolo di aver assecondato le esigenze dei tycoon in cambio di tangenti milionarie. Infine, il nuovo Capo del Governo ha approvato quote severissime all'ingresso delle mamme cinesi negli ospedali di Hong Kong. Fingendo di simpatizzare con le famiglie locali che lamentano di non trovare nemmeno più posto negli ospedali a causa dell'"invasione cinese".

Poi però ha imposto i programmi scolastici "di propaganda" definiti da Pechino, e ha ammorbidito i controlli che regolano l'accesso dei cinesi al confine. Muovendosi, forse, troppo in fretta. E spingendo gli hongkonghini non sono a organizzare una protesta che si è conclusa sono con la cancellazione di queste due misure. Ma inducendoli anche nelle elezioni di domenica, con le quali è stata rinnovata la metà dei seggi del Parlamento locale, a dare, per la prima volta, una chance ai democratici. Che grazie ai 23 seggi conquistati manterranno a lungo la possibilità di porre il veto sulle iniziative considerate "sgradite". Togliendo a Leung la possibilità di assecondare facilmente i capricci del regime.

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