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Israele, quando sono le donne a usare il fucile

Aspettando Papa Francesco all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, la sicurezza e' davvero immensa e soprattutto "rosa": "Si chiama orgoglio nazionale", spiega una soldatessa

 

Vogliamo vedere Papa Francesco da vicino per immortalare un momento storico senza precedenti e per poter dire c'ero anch'io. E così è stato: sotto il sole israeliano per ore, insieme a tutta la stampa internazionale, abbiamo atteso in trepidante attesa il Santo Padre Che ha tenuto un discorso davvero toccante sulla pace che questa splendida terra merita e che i 'grandi' devono fare di tutto per realizzare. 

L'attesa e' stata lunga e in alcuni momenti faticosa a causa dei numerosi controlli da parte della sicurezza. Ma durante uno di questi momenti abbiamo conosciuto Jenny Orlov, una bellissima ragazza russa naturalizzata israeliana cui manca poco per finire il servizio militare. I suoi lineamenti dolci e gli occhi verdi sembrano quasi stonare con la rigidità della divisa e il fucile che imbraccia, ma lei ci racconta con grande fierezza e orgoglio la sua storia.

"In Israele tutte le ragazze sono obbligate a prendere parte al servizio militare per due anni, al contrario dei nostri compagni che sono chiamati alle armi per tre anni. Ma io sono contenta di aver fatto questa esperienza che mi ha permesso di imparare moltissime cose, dall'importanza per la disciplina all'autodifesa: essere un soldato e' istruttivo e a mio parere in tutti i Paesi dovrebbe essere obbligatorio".

A Jenny ha addirittura cambiato la vita perché grazie a questo servizio ha capito cosa vuole fare da grande. Si, perché Jenny ha solo 22 anni, anche se sembra molto più 'navigata' di tante ragazzine italiane della stessa età. 

"Tra meno di un mese finisco i due anni al servizio dello Stato e, dopo un po' di riposo e una visita a mio fratello in Russia, ho deciso di iscrivermi all'università e di studiare criminologia. E pensare che prima di entrare in servizio volevo fare l'infermiera! Mi sono dedicata ai feriti moltissime volte e, come mia mamma che lavora in ospedale, mi sento portata ad aiutare il prossimo. Ma posso continuare a farlo da volontaria senza dover abbandonare il sogno di diventare una brava criminologa". 

In fondo questa e' la terra dove tutti sognano un futuro (e un presente) migliore..."perché non dovrei farlo io?" 

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