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New York, l’ottima eredità del sindaco manager

Dopo 12 anni Bloomberg lascia una città più sicura, che vuole diventare la nuova Silicon Valley. Il successore potrà fare meglio?

Michael Bloomberg (Getty Imagines/Spencer Platt)

Meno criminalità, meno tabacco, meno grassi saturi (quelli delle patatine), meno automobili, meno burocrazia, meno bibite zuccherate, meno inquinamento, meno sale negli hamburger... È innanzitutto con la logica della sottrazione che Michael Bloomberg ha cambiato New York nei 12 anni del suo regno, e quella che a novembre il sindaco lascerà nelle mani del successore è una megalopoli che ha parzialmente tamponato le sue piaghe storiche.

Se il pugno di ferro di Rudolph Giuliani aveva ridotto drasticamente il tasso di criminalità, i metodi spicci e pervasivi di Bloomberg hanno portato a una riduzione degli stupridel 25 per cento; le rapine sono calate del 28, le effrazioni del 41 per cento. Nel 2012 sono stati registrati 419 omicidi, il punto più basso nella storia della città. La sicurezza ha un prezzo, naturalmente. La sentenza che ha dichiarato incostituzionale lo stop-and frisk (la possibilità per i poliziotti di fermare e perquisire chiunque) ha fatto imbestialire un sindaco che ha fatto del realismo il suo principio guida. «Tutti vorrebbero avere tutto senza spendere nulla» dice Bloomberg, uomo talmente ricco da potersi permettere di ignorare le moine delle lobby che influenzano la politica.

La voce delle uscite, fra l’altro, è uno dei punti dolenti della sua eredità: con lui la spesa pubblica è aumentata del 56 per cento. Molto, dicono i critici, è servito per costruire la «nanny city», la città paternalista che impone ai suoi abitanti scelte salutari e politicamente corrette. Ma una fetta importante delle risorse è stata usata per potenziare le infrastrutture di cui New York ha disperatamente bisogno e per cambiare l’identità della città. Il sogno di Bloomberg è che la
Grande Mela diventi una Silicon Valley della costa orientale. 

Il processo sta iniziando: l’anno prossimo la Cornell University aprirà a Roosevelt Island un campus futuristico dedicato alle discipline scientifiche

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