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Monti, il poltergeist dello spread

Le doti "paranormali" del Prof. "Sciamano". Un raro caso di psicocinesi

Il premier Mario Monti

MARIO MONTI

Siamo in grado di svelare l’arcano del calo dello spread nonostante che l’economia reale, invece, vada a rotoli. Mario Monti è un poltergeist. Lo spread scende grazie al Professore, sorgente paranormale di un’azione psichica a distanza da studiare nelle Università e sulla quale Spielberg potrebbe basare il remake del Poltergeist anni ’80.

In termini “tecnici”, il rapporto Monti-spread rientra nei casi di “psicocinesi”, anche se l’oggetto che si muove è astratto, non un coltello o una sedia ma il divario tra il rendimento dei titoli italiani e quelli tedeschi. Anzi, per essere “tecnici” fino in fondo, ci troviamo di fronte a un caso di RSPK, ovvero (per usare la lingua che Monti preferisce in assoluto, seppure pronunciata in italiano) Recurrent Spontaneous Psychokinesis, o psicocinesi spontanea ricorrente.

Navigando un po’ sul web si trovano conferme all’ipotesi. Il calo dello spread si verifica “in presenza di una particolare persona (Mario Monti, ndr), detta persona focale. Ci sono solo due aspetti che non tornano: di solito il poltergeist è un’adolescente in fase di mestruazioni. Ma a parte questa lieve incongruenza, tutto il resto torna.

Rimane solo il dubbio sul livello di autocoscienza del poltergeist Monti. I poteri paranormali del poltergeist derivano di solito da “conflitti inconsci, in particolare legati ai primi impulsi sessuali o ad aggressività repressa, di un soggetto agente del tutto inconsapevole”. Ma il Professore potrebbe essersi convinto con il tempo di avere lui provocato il calo dello spread, o semplicemente aver cavalcato l’atteggiamento accondiscendente/incompetente dei media che nei titoli principali stabiliscono un rapporto di causa-effetto tra calo dello spread e Monti, o potrebbe aver creduto alle blandizie di Pier Ferdinando Casini che ieri ha detto: “Se lo spread va giù, non è per opera dello spirito santo ma grazie a Monti”. A ulteriore dimostrazione del ruolo del Prof, la mirabolante “levitazione” di Monti nella considerazione di se stesso e delle proprie doti paranormali nelle conferenze stampa accanto a leader europei.

Che altro significa “Voglio lo spread a quota 287, la metà di quanto ho trovato”? E, vedrete, Mario Monti ce la farà. Riuscirà a dimezzarlo. Siamo tutti basiti, anche oggi mentre scriviamo lo spread è sotto la quota fatidica dei 300 punti. Altri per anni avevano sostenuto di non avere la bacchetta magica eppure promettevano miracoli (che non si sono visti). Qualcun altro, ora, senza promettere nulla ma soltanto con la forza delle “tecniche” bocconiane, ha realizzato l’impossibile.

La riprova è che nessun’altra spiegazione è possibile. Il calo dello spread ieri e oggi non dipende dalle buone previsioni dell’economia cinese e dal via libera alla Spagna per incassare 39 miliardi e mezzo e ricapitalizzare le sue banche, o dal successo del Programma della Troika (a dispetto di tutti gli uccelli del malaugurio) che ha portato al buy back, all’operazione di riacquisto di circa 30 miliardi di titoli di Stato greci sul mercato secondario da parte di Atene e lo sblocco dell’intero pacchetto di sostegno della UE e del Fondo Monetario Internazionale. Non dipende neppure dalle previsioni di ripresa negli Stati Uniti o dalle aspettative di un rilancio dell’export tedesco. No. Tutto questo potrebbe mai spiegare il calo dello spread e la risalita della Borsa di Milano quando l’economia italiana in realtà versa nelle peggiori condizioni mai monitorate dal Dopoguerra?

Piccolo post-it: ogni mese che passa la disoccupazione specie quella giovanile fa segnare nuovi record ed è cresciuta dal 9.3 a oltre l’11%, il PIL su base annua a novembre ha fatto segnare un -2.5% rispetto al -0.5% del 2011, il rapporto deficit-Pil è salito dal 2.5 al 2.8%, il debito pubblico è passato da 1.916 a 1.975 miliardi (e il rapporto sul Pil dal 120.7 al 126.5%), si sono dimezzati i mutui sulla prima casa, sono calati i prestiti alle famiglie e alle imprese (nonostante la crisi), la produzione industriale ha incrementato il calo da -4.05 a -5.07%, si sono inabissati i consumi (da -1.59 a -3.69), dagli anni ’70 mai si sono vendute così poche auto, la pressione fiscale è aumentata insieme con la fascia di povertà, senza che lo Stato ne abbia guadagnato in gettito fiscale. Intanto il mercato del lavoro è più rigido, le dismissioni di patrimonio pubblico sulla carta, e la riduzione delle spese latita.

Allora non c’è dubbio che se nonostante tutto questo, e anche il fatto di essere stato abbandonato dai poteri forti come ha denunciato, Monti il super-eroe riuscirà a dimezzare lo spread e già adesso lo ha abbassato, il merito è tutto suo e ci tocca riaverlo premier. È Super-Mario il nostro sciamano, il nostro guru. Il poltergeist italiano che si aggira in Europa.

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