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Monti e Napolitano: non si può non votare. Bella scoperta

Il premier si corregge dopo aver detto che non può garantire il futuro. Il capo dello Stato applaude: garantisco io

Napolitano,torna fiducia, grazie a Monti

– Credits: Ansa/Mauro Scobrogna

Dopo di me il diluvio. A Mario Monti, come minimo, manca il senso dello Stato. Della continuità di governo. Della stima verso il paese. Che senso ha per un presidente del Consiglio dire che “garantisce sul presente” perché è lui a governare, ma non sul futuro perché non sa chi vincerà le elezioni? Il Prof, candidato a succedere a se stesso a Palazzo Chigi, o a Napolitano al Quirinale, ha quindi una considerazione così alta di se stesso e così bassa dell’Italia? Potrebbe pure avere ragione, ma un capo di governo in trasferta che sollecita la ripresa di investimenti stranieri non può dire che da qui a 6 mesi quegli investimenti potrebbero essere mal riposti. È, tecnicamente, un errore. È politicamente un’enormità, perché contraddice la democrazia e fa pensare che Monti sia convinto di “dover” governare per il bene del paese, che le elezioni sarebbero un male. Quasi quasi, meglio non farle.

Allora il gaffeur Monti, che dice quel che pensa con disinvoltura maggiore del suo predecessore Berlusconi, è costretto a rimangiarsi a Doha, in Qatar, quanto ha dichiarato il giorno prima in Kuwait. E precisa: “Anche dopo le elezioni, sono certo che i governi che verranno opereranno nel senso del risanamento e delle riforme”. Qualunque cosa accada in futuro ci saranno, è sicuro, “governi responsabili che faranno ancor meglio per far progredire l’economia italiana”.

Proprio vero che i professori sono capaci di dire tutto e il contrario di tutto in poche ore, specie nel caso di Monti se a protestare non sono soltanto le opposizioni (Vendola e Di Pietro), ma il suo mentore, il capo dello Stato. Anche Napolitano infatti corregge Monti, anzi accoglie con piacere le precisazioni del premier (sollecitate dallo stesso Quirinale?). “Sulla base del risultato elettorale – dice il Presidente - si cercheranno e si dovranno trovare le soluzioni idonee per governare stabilmente il paese, mettendo a frutto il lavoro del governo Monti nel corso di quest’ultimo anno in cui si è segnato un cammino da cui l’Italia non potrà discostarsi”. Sembra quasi la risposta obbligata all’interrogativo di molti: la democrazia resterà ancora a lungo sospesa in Italia? “Quando ci sono elezioni libere – dice Napolitano - nessuno può prevedere il risultato. C’è sempre un certo grado di rischio quando si vota, vogliamo per questo non votare? O, per essere tranquilli, vogliamo scrivere a tavolino il risultato delle elezioni?”.

Vivaddio… Eppure c’è un “ma”. Fa impressione assistere a questo balletto di singolari rassicurazioni sul futuro da parte di alte cariche del governo e delle istituzioni “autopropostesi” come “salvatori della patria”. Personaggi che in cuor loro temono gli esiti del voto e ritengono che l’Italia non sia in grado di rinascere da sola, che gli italiani andando a votare possano legarsi il cappio al collo eleggendo un Parlamento ingovernabile, o - peggio - una maggioranza incapace.

Fortuna che ci sono il Presidente Napolitano e Mario Monti a vigilare sulla bontà del percorso intrapreso, e a garantire per tutti che ne usciremo fuori. Non è infatti vero che stiamo meglio oggi di un anno fa? E che il paese ha di nuovo intrapreso il cammino della crescita, e che i salvatori della Patria si preparano a supplire di nuovo alla nostra miopia democratica e in fondo l’Italia saprà esprimere un governo che deve proseguire il felice cammino delle politiche (recessive) del Professore?

Francamente, ogni parola di più è un regalo a Grillo. Un po’ di tregua no?

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