Cronaca

Esclusiva Panorama: raddoppiano i militari al cantiere della Tav

Domani il Comitato per l'ordine pubblico dovrebbe ratificare la decisione. L'esercito ha già dato il suo ok

Scontri tra manifestanti e forze del''ordine davanti ai cantieri della Tav, in Piemonte (Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

Sarà raddoppiato il numero di militari dell’Esercito a protezione dei cantieri in Val di Susa dove si sta costruendo la Tav Torino-Lione e che diventeranno 415. Dopo gli ultimi attentati a danno di imprese impegnate nei lavori, gli investigatori parlano apertamente di salto di qualità preoccupante e il governo cerca di rinforzare i sistemi di sicurezza. Dal ministero della Difesa hanno dato informalmente la disponibilità a mettere a disposizione altri 200 soldati che si aggiungeranno ai 215 oggi già in servizio in Val di Susa: la decisione definitiva spetta al Comitato nazionale per l’ordine pubblico convocato per domani, giovedì 19 settembre, sede nella quale tecnicamente sarà il ministero dell’Interno a chiedere quei rinforzi.

I militari lavorano di supporto a polizia e carabinieri, che sono impegnati oggi con 420 unità di rinforzo alle forze dell’ordine locali. Non è escluso, inoltre, che il questore di Torino chieda ulteriori rinforzi di agenti dopo gli ultimi attentati: nella notte tra l’8 e il 9 settembre sono stati incendiati sette mezzi dell’azienda Imprebeton di Salbertand (Torino) e la sera del 13 settembre un altro attentato a Gravere ha colpito la Italcoge, coinvolta come altre imprese nei lavori per l’alta velocità. Uno dei titolari, Ferdinando Lazzaro, era stato ospite poche ore prima alla trasmissione Virus su Rai2.

L’aumento del dispositivo di sicurezza è legato anche a quanto potrà avvenire nelle prossime settimane. Per esempio, dal 27 al 29 settembre nel comune di Vaie, sempre in Val di Susa, si terranno gli Stati generali del lavoro organizzati dal movimento No Tav e dall’associazione Etinomia. Il tema è il lavoro, ma nel programma si parla chiaramente di «grandi opere inutili» e si citano le manifestazioni di massa di ottobre, che culmineranno con la giornata del 19 ottobre definita di «sollevazione generale» da siti come infoaut.org.

L’impegno della Difesa a protezione dei cantieri della Tav rientra nell’operazione «Strade sicure», cominciata nel 2008, che l’anno scorso ha occupato 4.250 uomini, di cui circa 200 di Marina e Aeronautica, e che prevede anche la protezione dei cosiddetti obiettivi sensibili, come ambasciate e infrastrutture, tra cui appunto i cantieri di Chiomonte.

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