Matteo Renzi e quel tono rassicurante del discorso d'autunno

Il premier parla di ripresa, in un ambiente istituzionale, con un tono di voce ottimista e un linguaggio pacato ma solido. A cui dovremo abituarci

Renzi

Un fermo immagine tratto dal profilo facebook di Matteo Renzi, presidente del Consiglio dei Ministri, Roma 1 settembre 2015 – Credits: ANSA/Facebook

La narrativa di Renzi cambia con la ripresa lavorativa. Quella che descrive nel video diffuso il 31 agosto è l’Italia della ripresa nel doppio senso del "ricominciare rimboccandosi le maniche", e del Paese che imbocca l’uscita dal tunnel. C’è una maturità espositiva rilevante nelle parole e nei gesti di Matteo.

Anzitutto, l’ambientazione. A Palazzo Chigi, ma non seduto alla poltrona della sua scrivania nello studio del premier, ma in piedi con solo le bandiere italiana ed europea, un quadro d’autore e la foto del capo dello Stato a segnalare l’istituzionalità. Non c’è più il clamore della strada, la finestra aperta su Piazza Colonna di precedenti video. C’è il Palazzo, che però somiglia a un ufficio. C’è per esempio la stampante, elettrodomestico squisitamente da lavoro. E certo non da studio presidenziale. Colpisce quel gesto impercettibile, o subliminale, ma ripetuto (forse non voluto, forse sì), ma efficace, di toccarsi la fede matrimoniale. Gesto naturale, comune. Un tic familiare.

E c’è la scelta, quella sicuramente studiata, di un tono di voce moderatamente ottimista, il sobrio incoraggiamento agli italiani in base a quelli che lo stesso Renzi non mostra di esaltare, anzi chiama “numerini”, che però segnalano un riavvio.

Ci sono, nelle parole di Matteo, le solite immagini di movimento. La ruota bucata che ha frenato l’Italia, la maglia rosa che non è ancora conquistata ma poco ci manca (e dipende da voi). Il messaggio chiaro dell’attribuzione del merito di questo barlume di ripresa (che pur c’è) alle riforme di Renzi, l’immancabile promessa di insistere nella direzione riformatrice (analoga a quella rottamatrice di Matteo sindaco di Firenze che ambiva alla guida del Pd e poi dell’Italia).

Dovremo abituarci a questo Renzi estivo-autunnale, pacato ma solido, che ha trovato una cifra di comunicazione rassicurante, non psichedelica, trasversale e fattuale, senza trionfalismi. A ciascuno, poi, il compito di verificare sulla propria pelle se la ripresa c’è davvero oppure no. Renzi o non Renzi.

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