Esteri

Londra, se non sei flessibile addio al sussidio di lavoro

I conservatori congelano i benefits dei disoccupati che rifiutano i contratti a zero ore. Laburisti e sindacati sul piede di guerra: sì alla flessibilità, ma no alla precarietà

LOndra. Un Job Centre nel cuore della City. Gli uffici di collocamento britannici forniscono assistenza per trovare nuovi lavori e garantiscono i sussidi per i disoccupati – Credits: BEN STANSALL/AFP/Getty Images

Nel Regno Unito i laburisti sono già scesi in campo per l'ennesima battaglia contro i Tories. Sul tavolo una lettera fresca fresca , siglata dal ministro del Lavoro Esther McVey, nella quale si dice senza giri di parole che tutti i disoccupati che rifiutano di accettare un contratto a zero ore verranno puniti con un congelamento dei sussidi per tre mesi.

I contratti a zero ore sono quelli che non garantiscono il pagamento di un numero fisso di ore lavorate, e per questo sono diffusi soprattutto tra le donne, i giovani e gli over 65. Al momento in Gran Bretagna questo tipo di contratti tocca circa 1,4 milioni di persone, e i numeri sono in aumento.

I laburisti accusano l'esecutivo del conservatore David Cameron di voler favorire l'aumento dei contratti a zero ore, che allargano la forbice dei lavoratori precari. Flessibilità sì, ma fino a un certo punto. E' questo il motto del partito di sinistra capeggiato da Ed Miliband, che ha già promesso il fuoco di sbarramento sul nuovo provvedimento deciso a Downing Street. 

Al momento i lavoratori disoccupati del Regno Unito possono iscriversi nelle liste di collocamento per essere chiamati a svolgere un nuovo lavoro. E mentre sono "parcheggiati" godono di determinati benefits. Sussidi che vanno da un aiuto per il pagamento dell'affitto a buoni per fare la spesa. Finora il sistema ha garantito una certa circolazione nel mercato del lavoro. Il disoccupato può scegliere se accettare un contratto che gli viene proposto oppure no, qualora non lo trovi appetibile.

Ma, con la nuova legge, se il disoccupato decidesse di non accettare un contratto a zero ore, dovrebbe dire addio ai suoi benefits per tre mesi. Il popolo dei disoccupati è già sul piede di guerra e fioccano le testimonianze di coloro che non vogliono sacrificare al dio della flessibilità i loro sussidi.

I laburisti ritengono che a essere maggiormente colpite saranno le fasce più deboli dei disoccupati, tra cui le giovani madri, che raramente si possono permettere di accettare contratti senza ore garantite perché devono badare ai loro figli. Si calcola che un occupato su 10 in Gran Bretagna sia sotto contratto a zero ore, soprattutto in settori come il turismo, il catering e l'agroalimentare.

Il governo ha chiarito che prima di togliere i sussidi si procederà a un'analisi caso per caso, ma intanto l'unica cosa certa e definita sono le "punizioni" per i disoccupati che non si prestano alla flessibilità. Il provvedimento del ministero del Lavoro parla di un congelamento dei benefits di 13 settimane dopo il primo rifiuto, di 26 settimane dopo il secondo e di 156 settimane dopo il terzo. 

Sindacati e laburisti gridano alla scandalo e accusano i conservatori di voler fare aumentare l'epidemia dei contratti precari, già molto utilizzati nel settore industriale. In questo modo i numeri dell'occupazione aumentano, ma di fatto i lavoratori perdono le loro garanzie e sono sempre più poveri. Insomma, nonostante il nuovo scintillio della City, sembra proprio che la crisi a Londra sia tutt'altro che passata.

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