Politica

Così Renzi ha copiato l’utopia di Brunetta

Nel nuovo libro dell’economista-politico molte ricette "patriottiche" per salvare l’Italia. Quanto al premier...

Renato Brunetta – Credits: Getty

Renato Brunetta ha scritto un libro. S’intitola: La mia utopia, la piena occupazione è possibile (Mondadori, 162 pagine, 18 euro). Magari il libro è importante, magari meno, ma il punto è quest’altro: se il senatore Paolo Bonaiuti s’incazza molto, cerca casa presso Angelino Alfano. Se Brunetta s’incazza molto, vuole cambiare il capitalismo. Converrete che ha più carattere il secondo. Ora. Questa non è la recensione di un libro, è una lancia spezzata a favore dell’autore, un generoso. Non scrive così, un avaro. Non si ficca in cinquanta-tesi-cinquanta, l’una più cervellotica dell’altra. Non si perde nella dolce poesia del socialismo liberale. E sopra tutto non ripropone, nell’Italia di Susanna Camusso, il volo dal lavoro garantito verso sistemi di partecipazione dei lavoratori ai rischi d’impresa. Dice: ma irragionevole non sarebbe. Appunto. Ma c’è la crisi. Appunto, ripete l’autore citando Martin Witzman e James Meade. Ma per l’appunto, e tre: abituati come siamo ad Alesina-Giavazzi, gli economisti metallici, Brunetta ci regala almeno un pizzico di Goffredo Mameli: "Facciamo manutenzione del nostro territorio, delle nostre case, del nostro patrimonio urbano. Modernizziamo, costruiamo le reti del nostro futuro. Togliamo la gente dalle scrivanie della pigrizia statale. Aggiusteremo la rotta in mare aperto. Questa è l’utopia positiva". Meglio la strada di Bonaiuti? Peggio per voi. Brunetta, oltre a essere la persona più insultata del Paese, è caparbio. Era del maggio 1994 il suo La fine della società dei salariati. I giovani industriali lo applaudirono a Capri. Ma finì lì. Riprese l’argomento con Edwin Morley Fletcher, quando crisi economica e rivoluzione informatica avevano già ribaltato il modo di lavorare. Rifinì lì. Rispolverò quelle stesse idee nel 2008. E niente. Quando un giovane del Pd, era il 2011, cominciò a lanciare il concetto della partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese, ma no, si disse Brunetta, vuoi vedere che la mia vecchia utopia ritorna? Ecco La mia utopia pubblicata quest’oggi. Utile? Inutile? Non siamo abilitati. Ma a Brunetta, chapeau.

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