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La scopa di Salvini salva Formigoni

Perché la pulizia dei barbari sognanti ha risparmiato il governatore lombardo?

Roberto Formigoni

Nuova Lega, nuova vita. O no? Il campione del rigenerato corso politico maroniano del Carroccio, Matteo Salvini, appena eletto segretario della Lega lombarda aveva sparato contro Roberto Formigoni con le cartucce che fanno più male. Aveva invitato il già traballante governatore, stremato e suonato dall’offensiva giudiziaria e dal gossip mediatico sulle vacanze pagate dagli amici imprenditori, ad abbandonare la guida del carrozzone dell’Expo di Milano: una pubblica ed esplicita richiesta di dimissioni da Commissario del governo per l’appuntamento universale del 2015.

“Molli l’Expo, perché la Lombardia ha bisogno di un impegno costante 24 ore su 24”. E non si era fermato qui. Gli aveva pure sarcasticamente suggerito di fare le vacanze in Lombardia, piuttosto che “in luoghi esotici”, e aveva lasciato aperte tutte le supposizioni sulla scelta che la Lega “ripulita” si preparava ad assumere, ieri, sulla mozione di sfiducia contro Formigoni escogitata dal PD. Ma il voto poi ha smascherato le spacconate dei nuovi potenti del Carroccio. Formigoni resta governatore con 49 voti di PDL e Lega, che quindi si è adeguata, contro i 28 delle minoranze (PD, IDV, UDC, SEL e Pensionati).

Scopa del rinnovamento e piazza pulita restano solo parole. Peggio, minacce. Senza seguito. Al dunque, al momento di votare, di allinearsi o dissociarsi, a torto o a ragione Salvini e i suoi si sono schierati. E così Formigoni resta, con o senza vacanze esotiche, con o senza la guida dell’Expo, con la Lega e mai senza. Perché il potere è potere. E le parole, parole.

Per inciso, Formigoni in fondo merita di restare al suo posto, se è vero che addirittura il primo firmatario della mozione, il capogruppo del PD, Luca Gaffuri, ha disertato il dibattito perché in vacanza in Grecia, come previsto e/o prenotato da tempo (quasi che questa fosse una giustificazione, che invece non è se si considera la natura del doppio impegno, snorkeling da un lato e caduta del governatore dall’altro). A dispetto delle avventurose dichiarazioni di Salvini, delle sue allusioni a possibili defezioni della Lega sulla fiducia, e dei sarcasmi a uso e consumo dei media, la decisione di sostenere ancora l’ex leader di CL è stata presa in segreto nei giorni scorsi, come adombrava lo stesso capogruppo leghista Stefano Galli quando per non dire che cosa si era scelto, sosteneva che presto lo avremmo saputo, “lo vedrete”, e che la linea era già decisa.Decisa e risaputa perfino tra i banchi dell’opposizione se il principale avversario, chiaramente informato sottobanco dell’esito scontato della votazione, ha preferito, perché no, proseguire il meritato riposo.
La politica, in fondo, è una farsa. Il potere un gioco. E noi delle marionette. Finché dura.

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