Politica

I tre grillini contro le regole di Grillo

Alcuni candidati alle europee si sono fatti pubblicità personalizzata in campagna elettorale, contro il codice del Movimento 5 stelle

Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo – Credits: TIZIANA FABI/AFP/Getty Images

Neanche sono stati eletti al Parlamento Europeo e tre candidati del Movimento 5 Stelle alle europee hanno già commesso una grave violazione al codice di comportamento stilato da Beppe Grillo, hanno usato per la propria campagna elettorale la pubblicità a pagamento benché le regole scritte per loro dal comico genovese prescrivano che “ogni candidato dovrà svolgere la campagna elettorale a favore di tutti i candidati della propria lista, a ciò destinando eventuali finanziamenti elettorali personali”.

Ma Maria Adele Pallotto, Marco Zullo e David Borrelli evidentemente non hanno resistito alla tentazione di farsi un po’ di propaganda da soli.  

Pallotto e Zullo sono ricorsi alla pubblicità su internet confezionando i due banner, che compaiono in questa pagina,  e poi si sono poi affidati a Facebook per la divulgazione, come evidenzia bene la dicitura Sponsorizzata che compare sotto al loro nome, accanto alla foto nei rispettivi profilo Fb.

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Mentre David Borrelli ha fatto ricorso addirittura ricorso al classico manifesto elettorale affisso per strada come i candidati degli altri partiti.

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Proprio Borrelli è uno dei candidati di maggior peso del Movimento 5 Stelle per andare a Bruxelles, in passato che è stato il primo consigliere d’Italia del Movimento per la città di Treviso, ruolo che ha ricoperto fino a maggio del 2013. E a far capire che Borrelli è considerato un’architrave del gruppo grillino che punta a sbarcare al Parlamento Europeo c’è la discesa al suo fianco nella campagna elettorale del guru pentastellato, Gianroberto Casaleggio, che lo scorso 21 maggio a Verona ha partecipato insieme a Borrelli e al presidente di Confesercenti di Verona, Silvano Meneguzzo, a una tavola intitolata “Strategie per il futuro della Pmi nel Nord Est”.

Se si trattasse di un partito politico convenzionale non ci sarebbe nulla di cui stupirsi ma tra i grillini farsi pubblicità da soli è una violazione da cartellino rosso se si considera che proprio il codice di comportamento per i candidati del Movimento 5 Stelle alle europee prevede che: “Il deputato dovrà altresì dimettersi obbligatoriamente se ritenuto gravemente inadempiente al codice di comportamento ed all'impegno al rispetto delle sue regole assunto al momento della presentazione della candidatura nei confronti degli iscritti al M5S”.

Per ora è troppo presto sapere come andrà a finire ma è certo che diversi altri candidati del Movimento 5 Stelle alle europee non hanno gradito il modo in cui i tre colleghi si sono fatti pubblicità.

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