Esteri

Diario di guerra: con i tank a Maalula

L'inviato di Panorama in Siria, Fausto Biloslavo, torna nel mezzo dei combattimenti a colpi di carri armati

Autobomba a Mezze, quartiere alawuita di Damasco

Autobomba a Mezze, quartiere alawuita di Damasco. Giugno 2013 – Credits: Fausto Biloslavo

A Maalula la battaglia continua. L’esercito siriano è entrato nel piccolo cuore cristiano in terra musulmana, appena 50 chilometri a nord di Damasco, ma i ribelli sono ancora annidati sulle montagne. I cecchini continuano a sparare e l’artiglieria dei governativi ha tuonato tutto il giorno.

Il 5 settembre  il villaggio di 3mila anime dove si parla ancora l’aramaico, l’antica lingua di Cristo, era stato attaccato dai guerriglieri anti Assad.

 

Oggi dovevamo entrare a Maalula, ma è stato impossibile per il pericolo mortale dei cecchini e dei mortai. Molti giovani cristiani si sono arruolati nelle milizie della Difesa popolare. Imbracciano il kalashnikov e portano il rosario bianco con la croce attorno al collo.

Solo convincendo un tozzo generale che comanda l’offensiva riusciamo a farci portare in prima linea sulle postazioni di artiglieria che bombardano le ultime sacche di resistenza dei ribelli. Si sono nascosti nelle caverne e le strette gole fra le montagne che circondano la cittadina cristiana.

In mattinata era intervenuto dal cielo un elicottero sparando dei razzi.

Maalula è stata trasformata dalla battaglia in un villaggio fantasma. I bassi edifici grigi di pochi piani sono stati abbandonati dagli abitanti. Nel monastero di Santa Tecla ci sarebbero ancora una dozzina di suore con dei civili. Il convento di San Giorgio, sulle montagne, è semi distrutto. I volontari stranieri della guerra santa islamica avrebbero divelto le croci sul tetto.

I carri armati di Assad martellano la roccia dove sorge l’hotel Sarkis, ultima postazione ribelle. Dense colonne di fumo bianco e grigio si alzano improvvise quando le cannonate colpiscono l’obiettivo.

Gli ufficiali in comando spiegano che il Jeish, l’esercito governativo, avanza lentamente per evitare di radere al suolo il gioiello della cristianità.

I soldati che entrano in città fanno il segno della vittoria, ma la battaglia di Maalula non è ancora finita.

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