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Scandalo al Senato: cancellati gli ingressi di Greganti?

Un'interrogazione: chi incontrava il Compagno G ogni mercoledì? Un misterioso guasto del sistema informatico. E quei dati scompaiono... E con Chiamparino spunta Greganti

Cose molto strane accadono nel Senato della Repubblica. Ieri, martedì 13 maggio, il senatore democratico Felice Casson, ex magistrato, aveva chiesto agli uffici del Senato di avere i dati relativi agli accessi di Primo Greganti  (arrestato il 7 maggio scorso a Milano per presunte tangenti sui lavori dell'Expo 2015). 

La mossa di Casson certifica onestà intellettuale. Perché a rivelare e certificare i frequentissimi accessi di Greganti al Senato, nei giorni immediatamente precedenti, è stata la Guardia di finanza, che per lunghi mesi ha pedinato l'indagato per ordine della Procura di Milano nell'inchiesta sulle corruttele dell'esposizione universale del 2015. 

I finanzieri hanno appurato e documentato che quasi ogni mercoledì Greganti, accusato di essere "soggetto legato al mondo delle società cooperative di area Pd", nonché il loro referente nel sistema degli appalti milanesi, si presentava regolarmente in Senato

Chi incontrava Greganti a Palazzo Madama? Senatori del Pd? Quali sono i loro nomi? Gli agenti della polizia giudiziaria, è ovvio, non potevano né saperlo, né chiederlo: bussando al Senato si sarebbero scoperti e avrebbero vanificato il loro pedinamento, oltre che l'inchiesta milanese. 

Ma dopo l'interrogazione di Casson, ieri, è andato in scena un mistero, come spesso è capitato in tante grandi e piccole inchieste del passato, quando da Milano a Roma s'indagava sulle «tangenti rosse». È capitato che il sistema informatico del Senato improvvisamente si sia bloccato e sia rimasto fuori servizio per una buona mezza giornata.

Quando il sistema ha ripreso a funzionare, sorprendentemente, non risultava più alcuna traccia d'ingressi in Senato del mitico «compagno G»: dati fondamentali, che avrebbero indicato quali fossero gli interlocutori politici che l'indagato andava a incontrare. Così il presidente, Pietro Grasso, è stato costretto paradossalmente a rispondere a Casson che nulla gli risultava.

È evidente che qualcosa è accaduto nel frattempo. Oggi un senatore del M5s, Michele Giarrusso, sospetta che qualcuno abbia manomesso il cervello informatico del Senato e chiede "un'inchiesta interna a Palazzo Madama", domandando come sia stato possibile cancellare impunemente la registrazione di questi ingressi. Si vedrà se altri seguiranno l'esempio del senatore Giarruso, e se mai si potrà scoprire chi incontrasse Greganti. 

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