Politica

Slitta la legge sul finanziamento pubblico - sondaggio

Mentre in Parlamento i tempi per l'approvazione si allungano la gente continua chiederne l'abolizione, con qualche distinguo

L'aula della Camera durante una votazione in seduta plenaria (Credits: ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Slitta l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. La Camera ha appena rinviato in commissione il testo del disegno di legge per poter valutare una serie di emendamenti proposti in aula.

Nell’ultima fase della scorsa legislatura - ma non è stata la prima volta - sono emersi scandali o presunti tali, legati al meccanismo del finanziamento pubblico alla politica, in cui praticamente tutti i partiti tradizionali si sono trovati coinvolti. Dal lato opposto il movimento di Beppe Grillo, sin dalla sua nascita, ha sostenuto la possibilità di fare politica senza soldi, rifiutando platealmente ogni tipo di rimborso. 

La conseguenza di tutto ciò è appunto il Ddl in discussione varato dal nuovo governo che tra il 2017 ed il 2018 dovrebbe mandare a regime l’abolizione totale del finanziamento ai partiti.

Ma la politica costa. Lo hanno anche imparato gli stessi grillini, il cui gruppo ha avuto molti problemi (compresa qualche defezione) nel momento in cui, la passata primavera, i neo-parlamentari si sono trovati ad affrontare gli alti costi di Roma.

E gli italiani lo sanno, perché sebbene in questo periodo di rifiuto verso qualsiasi tipo di vantaggio per la “casta”, sul tema del finanziamento, la maggioranza è per mantenerlo. Diminuendolo, è naturale.

Una maggioranza non schiacciante, ma certamente più della metà. Se per il 45%  “bisogna abolirlo del tutto e basta, si può fare politica lo stesso”; per il 54% “bisogna ridurlo molto e controllarlo, ma lasciarne una parte, perché altrimenti la politica la fanno solo i ricchi o i gruppi di potenti”.

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Non vi sono grandi differenze tra chi ha un’opinione e chi ne ha un’altra, in cui, in fondo, si rispecchia la più o meno velata trasversale opposizione dei partiti di queste ore, al di là delle dichiarazioni fatte ai media. 

Giusto una tendenza maggiore alla cancellazione nel centrodestra, mentre nel centrosinistra si preferisce un semplice, per quanto sensibile, decurtamento. Se guardiamo all’interno dei singoli elettorati, la differenza è ancora più evidente. Sono soprattutto il Pd e Scelta Civica, entrambi al 70%, che più di tutti vogliono mantenere il finanziamento. E proprio come i loro parlamentari, gli elettori grillini sono anch’essi dibattuti: solo il 58% vuole l’abolizione tout-court, mentre il 41% lo vorrebbe mantenere.

Insomma, ancora una volta gli italiani sembrano dimostrarsi più maturi e meno ipocriti dei loro rappresentanti; e dicono quel che pensano, ovvero: “potete mantenerlo il finanziamento pubblico, è giusto che ci sia. Ma per favore, non sprecatelo e soprattutto non rubatelo”.

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