Politica

Le elezioni dimenticate di Piemonte e Abruzzo

Regionali ed europee: domenica elettorale all'insegna dell'incognita M5S

Urne elettorali – Credits: Franco Silvi/Ansa

Domenica prossima non si vota solo per mandare in Europa settantatre deputati italiani. Anche se le elezioni europee hanno catalizzato tutta l'attenzione, trasformandosi in un sondaggio sul governo Renzi e nella principale occasione per le nuove formazioni politiche di misurare la propria forza, il 25 maggio si voterà anche per rinnovare le amministrazioni di oltre 4mila comuni e di due regioni: Piemonte e Abruzzo. E se l'affluenza alle urne non crollerà a livelli record sarà solo grazie all'effetto di trascinamento che comunali e regionali avranno sulle Europee.

In Piemonte la partita si gioca dopo lo scandalo delle liste fasulle che ha travolto la giunta leghista di Roberto Cota (senza contare quello sulle spese-pazze dei consiglieri regionali); in Abruzzo dopo le polemiche sugli “impresentabili” (Antonio Razzi e Domenico Scilipoti contro la cui candidatura si è schierato direttamente il governatore uscente e ricandidato Gianni Chiodi) e i vari scandali sessuali (prima le notti amorose a spese dei contribuenti dello stesso Chiodi, poi quello della segretaria assunta dall'assessore regionale alla Cultura per fare sesso).

4.848.122 elettori in tutto, urne aperte dalle 7 alle 23 di domenica e inizio dello scrutinio dalle 14 del giorno dopo. La scheda per eleggere il Consiglio di entrambe le regioni è quella di colore verde; ogni elettore, sia piemontese che abruzzese, ha la possibilità di esprimere un voto a favore di un candidato Presidente della Giunta e un voto ad una lista provinciale. Può inoltre esprimere una e una sola preferenza per un candidato consigliere, e in questo caso è ammesso il voto disgiunto: il canditato può infatti non appartenere alla lista preferita.

In Piemonte i candidati sono sei: Sergio Chiamparino (Pd, Sel Idv), Gilberto Pichetto (Forza Italia, Lega nord, Verdi Verdi e Grande Sud), Enrico Costa (Ncd), Guido Crosetto (Fratelli d'Italia), Davide Bono (Movimento 5 Stelle), Mauro Filingeri (L'Altro Piemonte). Il presidente uscente è Roberto Cota (Lega nord).

Il grande favorito è l'ex sindaco di Torino, ma potrebbero non mancare le sorprese. 66 anni, ex Pci, primo cittadino del capoluogo per due mandati dal 2001 al 2011, Chiamparino è ricordato soprattutto come il sindaco delle Olimpiadi invernali del 2006.

Tuttavia gli ultimi sondaggi, anche quelli vietati, farebbero registrare, sull'ondata di indignazione per l’ultimo scandalo sulle tangenti all’Expo, la prepotente avanzata del candidato del MoVimento 5 Stelle Davide Bono. Consigliere regionale uscente, Davide Bono è un medico di 34 anni ed è attivo nel gruppo degli "Amici di Beppe Grillo" sin dal 2007.

Il rischio per Chiamparino è dunque quello di ritrovarsi con un M5S primo partito della Regione, una maggioranza risicata e la quasi impossibilità di governare nonostante le divisioni nel centrodestra che è riuscito a presentare il record di ben tre candidati: Gilberto Pichetto Fratin sostenuto da Forza Italia, Lega Nord, Verdi, Destre unite, Lista civica per Pichetto e Grande Sud Movimento Azzurri Italiani; Enrico Costa, candidato del Nuovo Centrodestra e Udc e Guido Crosetto che si presenta per Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale e corre anche per un seggio all'Europarlamento.

Mauro Filingeri è il candidato della lista legata a quella di Tsipras L'Altro Piemonte a Sinistra legata.

In Abruzzo, invece, i candidati al governo della regione sono quattro: il presidente uscente Giovanni Chiodi (Forza Italia, Ncd, Udc, Fratelli d'Italia, Abruzzo Futuro), Luciano D'Alfonso (Pd, Idv, Sel, Psi, Centro democratico, Regione Facile e Veloce, Valore Abruzzo e Abruzzo Civico), Sara Marcozzi (M5S) e Maurizio Acerbo (Un'altra Regione con Acerbo).

Il favorito, secondo i sondaggi, è il vincitore delle primarie di centrosinistra Luciano D’Alfonso, ex sindaco di Pescara (per due mandati) e con a carico ben tre processi. Costretto a lasciare cinque anni fa dopo essere stato arrestato per corruzione, associazione per delinquere e falso, l'anno scorso è stato assolto in primo grado. Assoluzione in primo grado anche nel processo che lo vede imputato per corruzione al tribunale dell’Aquila (con ricorso in appello da parte della Procura) mentre è ancor ain attesa della prima sentenza un procedimento per falso che però potrebbe essere prescritto.

Sostenuto da tutto il centrodestra anche il presidente uscente Giovanni Chiodi si sta difendendo dall'accusa sui rimborsi facili per i viaggi a cinque stelle a spese dell’ente pubblico e di favori a una donna che avrebbe soggiornato con lui in albergo.

Ma come in Piemonte, anche in Abruzzo la vera incognita è rappresentata dalla candidata grillina
Sara Marcozzi. Scelta attraverso la votazione online, ha già annunciato che il suo primo atto da presidente sarà la revoca ad Equitalia del mandato per le riscossioni esattoriali per conto della Regione Abruzzo. 
Il quarto candidato alla carica di presidente della Regione Abruzzo invece è l'ambientalista Maurizio Acerbo (consigliere regionale uscente per Rifondazione Comunista) che si presenta con la lista “Un’Altra Regione con Acerbo”.

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