Cronaca

Costa Concordia: il recupero in cifre (da capogiro)

In un anno sono aumentati i tecnici al lavoro e i costi (in milioni di euro). Le cifre a confronto e le fasi dell'operazioni di raddrizzamento del relitto - il video del recupero

Costa Concordia: il recupero in cifre (da capogiro)

– Credits: Ansa (mida)

È iniziato il conto alla rovescia. Dal 16 al 20 settembre, condizioni meteo favorevoli, ogni giorno potrebbe essere "quello" buono per iniziare le operazioni di “parbuckling” ovvero  di raddrizzamento della Costa Concordia. Il relitto dovrà ruotare di 65 gradi rispetto alla posizione attuale fino a raggiungere la posizione verticale e per compiere questa rotazione dovrebbe impiegare circa 12 ore.

Ma che cosa prevede il progetto? In che cosa consiste la rimessa in asse della nave?

“Dalla parte terra, è stato creato un sistema di ritenuta del relitto basato su 11 torri, ancorate stabilmente al fondo marino, ognuna delle quali porta due strandjack, ossia martinetti idraulici a recupero di fune, per un totale di 22- spiegano i tecnici impegnati nel recupero della nave - ogni martinetto è collegato tramite il proprio cavo ad 1 catena che passa sotto lo scafo ed è fissata al fianco sinistro del relitto. La funzione del martinetto è quella di tirare e quindi recuperare ed accorciare il cavo, mettendo in tensione la catena ed esercitando così una forza sul relitto per evitarne lo scorrimento e scivolamento verso acque più profonde”.
 
Per il raddrizzamento della nave, invece, saranno utilizzati 36 martinetti idraulici a recupero di fune che sono stati posizionati sulla estremità superiore esterna di 9 degli 11 cassoni che sono stati installati sul lato sinistro del relitto, quello emerso. Ciascun martinetto  è stato collegato tramite il proprio cavo e per mezzo di un apposito attacco, ad una delle piattaforme subacquee. “La funzione del martinetto è quella di tirare- continuano gli esperti-  e quindi recuperare ed accorciare il cavo esercitando così una forza tale da fare ruotare il relitto”.

Ma quante e quali saranno le fasi dell’operazione di parbuckling? Il progetto, nella sua quarta ed ultima stesura, ne prevede tre.

Fase di disincaglio: il relitto poggia attualmente su due speroni di roccia che l’hanno in parte penetrato e dai quali lo scafo deve disincagliarsi. Questa fase avrà inizio quando il relitto comincerà ad essere tirato a quando la nave effettivamente comincerà a ruotare. Ovvero quando se ne potrà visivamente apprezzare la rotazione.

Fase di rotazione indotta dal tiro dei cavi: il relitto ruoterà fino a quello che i tecnici chiamano "punto morto superiore", ossia un angolo di rotazione tale per cui la nave da quel momento in avanti tenderà a ruotare da sola senza che sia necessario esercitare tiro mediante i cavi che risulteranno infatti non più tesi. Si stima che questa fase inizi dopo una rotazione di circa 20 gradi rispetto alla posizione iniziale del relitto.

Fase di rotazione realizzata con lo zavorramento dei cassoni: in questa fase, la terza ed ultima, il relitto proseguirà il processo di rotazione fino al raggiungimento della posizione verticale, ossia del grado zero, favorita dall'immissione di acqua nei cassoni. A mano  a mano che l’acqua entrerà nei cassoni, questi cominceranno ad esercitare prima una spinta frenante riducendo la velocità di rotazione, poi inizieranno a riempirsi di acqua attraverso speciali valvole che, azionate da remoto dai tecnici, consentiranno all’acqua di entrare liberamente dentro i cassoni stessi. Con il peso dell’acqua i cassoni eserciteranno una spinta verso il basso fino a quando il relitto sarà poggiato sulle sei piattaforme subacquee di acciaio che sono state appositamente posizionate per creare una base stabile di appoggio per il relitto ormai in posizione verticale.

I costi e i numeri dell’operazione a confronto: quelli di un anno fa, quelli di oggi.

23 ottobre 2012:
Costo complessivo del progetto: circa 400 milioni di dollari. Ma la cifra, già allora era destinata ad aumentare ulteriormente. Inizialmente, infatti, i milioni previsti erano 300.    

Personale impiegato: 400 tecnici di cui 100 sommozzatori. Gli operai, gli ingegneri e i sommozzatori che stanno lavorando alla rimozione del relitto appartengono a 10 nazionalità diverse.
Progetto: 6 studi di progettazione e ingegneria navale coinvolti nell’elaborazione del progetto rimozione
Ricercatori universitari: 12. Sono figure specializzate impiegate nella tutela  e salvaguardia ambientale.
Attività operativa: 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana.
Mezzi navali a supporto delle attività: 20. Per realizzare parte del progetto ed intervenire  nella parte emersa della nave ilconsorzio Titan Micoperi ha istallato una gru alta 65 metri.
Piattaforme sottomarine: 6. Sono attualmente in produzione e una volta istallate sul fondale occuperanno una superficie pari ad un campo di calcio.
Falso fondale: 400 sacchi removibili . Saranno utilizzati per realizzare il falso fondale in cemento sul quale dovrà poggiare la Costa Concordia.
Cassoni di galleggiamento: 30. In media saranno alti 30 metri e larghi 10 metri, per un peso complessivo di 13 mila tonnellate
Aziende dell’indotto: circa 30
Aziende Italiane: 7. I cantieri italiani saranno impegnati a realizzare circa 27 mila tonnellate di materiale metallico
Altro materiale: 12 pali di ritenuta con in totale 24 cavi

11 settembre 2013:

Costi stimati: 500 milioni di euro. La cifra potrebbe ancora aumentare. Questa è solo una stima attuale.
Tecnici impiegati: 500
Mezzi navali: 30 impegnati nelle operazioni, 24 ore su 24, 7 giorni su 7
21 nazionalità, rappresentate nel team di lavoro
Personale subacqueo: 100 sub
Immersioni effettuate: circa 12.000 immersioni dall’inizio del progetto
Successivamente al parbuckling saranno installati altri 4 cassoni per raggiungere il totale di 15 sul lato attualmente emerso. Altri 15 cassoni saranno installati sul lato dritto del relitto in posizione simmetrica rispetto all’altro lato. L’installazione dei 30 cassoni consentirà il rigalleggiamento del relitto.

Sono aumentati anche le aziende e gli studi di ingegneria navale: coinvolti importanti studi di ingegneria navale e progettisti di fama internazionale quali, ad esempio Ceccarelli Yachting Design, lo Studio Tecon di Milano, la Overdick di Amburgo e gli olandesi di Disa International. Tutte le attività e produzioni sono state affidate ad aziende leader nel proprio settore, tra le quali, le italiane Fincantieri, Cimolai, Rosetti, Trevi, Fagioli, Nuova Olmec e le britanniche Frugo Seacore e FoundOcean.
Le società incaricate delle perforazioni, trivellazioni e posizionamento degli elementi sottomarini (lato terra e offshore) sono tra le più qualificate a livello internazionale: esperti in ambito di attività e costruzioni subacquee per grandi aziende petrolifere e energetiche.

© Riproduzione Riservata

Commenti