Via la scorta a Ultimo anche se Riina minaccia

Il colonnello De Caprio dovrà rinunciare all’unico uomo che lo tutela. Lo ha deciso, clamorosamente, il Comitato per la sicurezza pubblica

Via la scorta al Capitano Ultimo – Credits: Getty

di Enrico Fedocci

Da venerdì 24 gennaio via la scorta. È stata revocata la protezione al colonnello Sergio De Caprio, alias Capitano Ultimo, l’uomo che arrestò Totò Riina il 15 gennaio del 1993 e per questo fu condannato a morte dalla Cupola di Cosa nostra. L’ha deciso il Comitato per la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro.

Eppure risalgono ad appena due mesi fa le confidenze di «Totò u’ Curtu» a un boss della Sacra corona unita, la mafia pugliese, intercettate durante l’ora d’aria nel carcere di Opera, a Milano. Non sapendo di essere ascoltato dalle spie ambientali, il «capo dei capi» ha pronunciato parole chiare, di minaccia contro chi lo ha arrestato e contro i magistrati palermitani. E con le sue parole ha, di fatto, annunciando una possibile nuova stagione di omicidi.

Che cosa è accaduto, allora? Perché lasciare senza protezione un uomo tanto odiato dalla mafia? La scorta di Ultimo finora è stata costituita da un solo uomo di tutela, che veglia su di lui. Ora De Caprio dovrà guardarsi le spalle da solo, come può, usando probabilmente un motorino (come già avvenne nel 2009, quando per un errore la protezione gli fu sospesa per alcuni giorni) per spostarsi per le strade di Roma: muoversi in auto, da solo, lo renderebbe un obiettivo fin troppo facile nel traffico della Capitale.

Intanto, non si quietano le polemiche per la notizia, pubblicata sullo scorso numero di Panorama, riguardante la mancata promozione a generale del medesimo colonnello De Caprio: un cavillo nel regolamento dell’Arma gli ha sbarrato le porte della commissione d’avanzamento. Chi gli è vicino sostiene che Ultimo fa spallucce e dice: «Quello che per loro è una punizione per me è un premio. Vado avanti, combattendo la mafia come posso, cercando di trasmettere ai giovani il concetto di legalità. Si fa antimafia anche così».

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