Politica

La vita politica di Silvio Berlusconi

Dal videomessaggio del 1994 sulla sua discesa in campo, a quello di oggi con la rinascita di Forza Italia

L'annuncio in tv della discesa in campo di Silvio Berlusconi nel 1994 (Credits: Rai/Ansa)

1994 - LA DISCESA IN CAMPO

“L’Italia è il Paese che amo, qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. (...) Qui ho appreso la passione per la libertà. Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a un passato fallimentare”.

E' il 26 gennaio del 2004, di mercoledì, quando da dietro una scrivania, circondato dai libri, tra le foto dei suoi cari, Silvio Berlusconi annuncia la sua decisione di dedicarsi alla politica. Il video, preregistrato, dura 9 minuti e viene trasmesso integralmente da Retequattro e Italia1, in un’ampia sintesi da Canale5, in forma molto stringata dai tg della Rai.

Per il suo primo discorso da leader politico, Silvio Berlusconi sceglie il Palafiera di Roma. E' domenica 6 febbraio quando il più grande imprenditore televisivo italiano, dimessosi da tutte le cariche ricoperte nel gruppo Fininvest, lancia la sfida alla sinistra con una “chiamata alle armi” di tutti i liberaldemocratici. E' allora che avviene la presentazione di Forza Italia e del suo programma di governo: meno disoccupazione, più tolleranza, riduzione delle tasse. Sul fronte delle alleanze, l'apertura alla destra era stata già sancita alcuni mesi prima quando, inaugurando l'Euromercato di Casalecchio, alle porte di Bologna, Berlusconi disse che se avesse votato a Roma, nella sfida tra il candidato sindaco della sinistra Francesco Rutelli e quello della destra Gianfranco Fini, avrebbe sicuramente scelto quest'ultimo.

LA VITTORIA ALLE ELEZIONI CON FORZA ITALIA E IL POLO DELLE LIBERTA'

Il 27 marzo, alla guida del Polo delle Libertà (formato da Forza Italia, l'Alleanza nazionale di Fini, la Lega Nord di Umberto Bossi e il Ccd di Pierferdinando Casini e Clemente Mastella), Silvio Berlusconi vince le elezioni con il 42,9% dei voti e diventa presidente del Consiglio.

LA LEGA NORD TOGLIE LA FIDUCIA

Il 21 novembre viene coinvolto nell’inchiesta sulle tangenti alla Guardia di Finanza. Sono le 5.40 del 22 novembre quando Gianni Letta telefona al Cavaliere per leggergli la prima pagina del Corriere della Sera in cui viene riportata la notizia dell'avviso di garanzia emesso dalla Procura di Milano per ordine del pool di Mani pulite guidato allora da Antonio Di Pietro. Berlusconi in seguito verrà prosciolto dalle accuse, ma il danno di immagine sarà enorme. Approvata la Finanziaria nel dicembre del 1994 la Lega toglie la fiducia al governo e dopo appena otto mesi di governo Silvio Berlusconi è costretto a dimettersi.

1996 – LA PRIMA SCONFITTA CONTRO ROMANO PRODI

Alle politiche del 1996 Forza Italia si presenta senza l'appoggio leghista. Berlusconi, indagato nel frattempo anche per storie di mafia, falso in bilancio, frode fiscali e corruzione giudiziaria insieme a Previti, perde contro il professore bolognese Romano Prodi leader dell'Ulivo, coalizione di centrosinistra che comprendeva dai Comunisti italiani di Cossutta e Diliberto all'Udeur di Clemente Mastella. Si vita domenica 21 aprile, Forza Italia ottiene il 20,6 per cento.

1997 – IN PIAZZA A MILANO CON LA GRANDE PAURA DELLA MALATTIA

Sabato 3 maggio il Polo delle Libertà manifesta a Milano contro la politica fiscale del governo Prodi. In piazza del Duomo Silvio Berlusconi parlaa sostegno della candidatura a sindaco di Gabriele Albertini. In un intervista a Mario Calabresi apparsa su Repubblica il 23 luglio del 2000 rivelerà: “Ero sul palco, in mezzo alla gente, ma parlavo con la morte nel cuore. La mattina dopo dovevo entrare in sala operatoria, non riuscivo a non pensarci, temevo che il male fosse incurabile”. Il lunedì dopo la manifestazione il Cavaliere viene operato di tumore alla prostata al San Raffale di Milano. “Sono stati mesi da incubo – racconta Berlusconi 3 anni dopo nella stessa intervista a Repubblica - può immaginare come stavo, però ce l’ho fatta”.

1998 – IL PRIMO CONGRESSO DI FI E LA FINE DELLA BICAMERALE

Il 16 aprile Silvio Berlusconi apre, al Forum d'Assago, il primo congresso nazionale di Forza Italia: “Non siamo un partito di plastica, virtuale, aziendale”.

Nel frattempo, dopo mesi di trattative, il leader del centrodestra annuncia il suo voto contrario in Commissione bicamerale per le riforme istituzionali presieduta da Massimo D'Alema per bloccare “questo semi-presidenzialismo” e dire no a “alla deriva verso le sabbie mobili di un compromesso di basso livello”.

1999 – FORZA ITALIA SFONDA ALLE EUROPEE E ALLE REGIONALI

Alle elezioni europee del 1999 Forza Italia sfiora il 30 per cento dei consensi e vince anche alle Regionali. Le conseguenze di questo successo costringeranno Massimo D'Alema a dimettersi dalla carica di premier. In campo europeo Forza Italia aderisce al Ppe: Silvio Berlusconi diventa uno degli esponenti di punta.

2000 - “MENO TASSE PER TUTTI”

Mentre è ancora in carica il governo Amato, riparte la campagna elettorale di Silvio Berlusconi in vista delle elezioni del 2001. Tra gli slogan di maggior presa “Meno tasse per tutti” e “Città più sicure”.

2001 – “IL PRESIDENTE OPERAIO”

All'inizio di gennaio appaiono sui muri delle città quattro nuovi maxi-manifesti: Berlusconi è ritratto in maglione, sullo sfondo la bandiera di Forza Italia e in rilievo le scritte “Un presidente operaio per cambiare l’Italia”, “Un presidente imprenditore per realizzare le grandi opere”, “Un imprenditore innovatore per ammodernare lo Stato”, “Un presidente amico per aiutare chi è rimasto indietro”. Intanto Berlusconi recupera il rapporto con la Lega, apre ai repubblicani e consolida l'alleanza con Fini: nasce la Casa delle Libertà.

IL CONTRATTO CON GLI ITALIANI

Martedì 8 maggio mancano cinque giorni alle elezioni. Ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, il candidato premier del centrodestra sottoscrive un “contratto con gli italiani” in 5 punti nel quale si impegna ad abbattere la pressione fiscale, diminuire la criminalità, alzare le pensioni minime ad almeno un milione di lire al mese, creare un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro, aprire almeno il 40 per cento dei cantieri previsti dal Piano decennale delle Grandi opere.

NASCE IL SECONDO GOVERNO BERLUSCONI

Il 13 maggio la Casa delle libertà vince con il 45,4 per cento alla Camera e il 42,5 al Senato. In termini di seggi significa 368 seggi alla Camera (la maggioranza è di 315) e di 177 al Senato (la maggioranza è di 158). Forza Italia è il primo partito italiano con il 29,4 per cento dei voti.

2002- “L'EDITTO BULGARO”

Il 18 aprile scoppia il caso del cosiddetto “editto bulgaro”. Silvio Berlusconi è a Sofia in visita ufficiale. Durante la conferenza stampa un giornalista bulgaro gli chiede se comprerà una rete locale. Silvio Berlusconi risponde attaccando la sinistra per “ “l’occupazione militare” della Rai e accusando Biagi, Santoro e Luttazzi, che nel giro di poco verranno rimossi dai vertici di viale Mazzini, di “uso criminoso” della televisione pubblica.

2003 – LA PRESIDENZA EUROPEA E LO SCONTRO CON SCHULZ

Il 1 luglio inizia il semestre italiano nella Ue: Berlusconi diventa presidente del Consiglio europeo. Al suo esordio davanti al Parlamento di Strasburgo scoppia la polemica. Il capogruppo dei socialdemocratici, il tedesco Martin Schulz attacca pesantemente Silvio Berlusconi che replica dandogli del “kapò”. Il governo tedesco convoca l'ambasciatore italiano e Silvio Berlusconi è costretto a scusarsi: “Non volevo offendere nessuno, era una battuta ironica”.

2004 – IL CAVALLETTO IN PIAZZA NAVONA

E' venerdì 31 dicembre, Berlusconi passeggia tra le bancarelle di piazza Navona, a Roma, quando Roberto Dal Bosco, un muratore mantovano di 28 anni in gita nella Capitale con due amiche, gli lancia il cavalletto della macchina fotografica. Il premier è ferito dietro l’orecchio destro.

2005 – BERLUSCONI SI DIMETTE

Dopo la sconfitta alle regionali e l'uscita dal governo dei ministri di Udc e Nuovo Psi, il 20 aprile Berlusconi sale al Quirinale e si dimette. In carica quasi quattro anni, 1.412 giorni, il Berlusconi II è il governo più longevo della storia repubblicana. Tre giorni dopo, nasce il terzo governo Berlusconi.

2006 – LA SECONDA SCONFITTA CONTRO ROMANO PRODI

Nonostante la promessa elettorale di Berlusconi di abolire l'Ici sulla prima casa, gli italiani chiamati ad aprile alle urne scelgono nuovamente Romano Prodi. Il risultato resta incerto fino alla fine e il professore si ritroverà con una maggioranza risicatissima alla Camera e in minoranza al Senato, compensata solo dai tre seggi della circoscrizione estera. Il governo resta in carica per soli due anni.

2007 – IL PREDELLINO: NASCE IL PDL

Alle 17.17 di domenica 18 novembre, Silvio Berlusconi arriva in piazza San Babila, a Milano. Si stanno raccogliendo le firme contro Prodi e lui annuncia la nascita di un nuovo partito. Ma riescono a sentirlo in pochi per cui, raggiunta la sua auto che lo aspetta alla fermata del bus, apre la portiera, si appoggia al pianale e lancia il Popolo della Libertà.

2008 – PDL PRIMO PARTITO ITALIANO

Alle elezioni politiche del 2008 Berlusconi si presenta come leader della nuova formazione del PdL che unisce Forza Italia e Alleanza Nazionale, assieme a gruppi minori di orientamento democristiano e liberale. Il risultato delle elezioni decreta il PdL come primo partito italiano: nel maggio del 2008 prende il via il IV governo Berlusconi. Con il congresso del 29 marzo 2009, a Roma, viene poi sancita la nascita ufficiale del PdL.

2009 – L'ATTENTATO IN PIAZZA DUOMO

Silvio Berlusconi è colpito al volto al termine di un comizio con una riproduzione in miniatura della cattedrale del Duomo di Milano lanciatagli addosso da distanza ravvicinata da Massimo Tartaglia, incensurato, già in cura per problemi psichici. Berlusconi ha il setto nasale e due denti fratturati. E' domenica 13 dicembre.

2010 - “CHE FAI, MI CACCI?”, LA ROTTURA CON FINI

All’Auditorium della Conciliazione di Roma si tiene il Direttivo nazionale del Pdl. E' il 22 aprile e il rapporto tra i due leader fondatori è ormai alle corde. Dopo una serie di frecciate incrociate, Berlusconi chiede a Fini di dimettersi da presidente della Camera e lui, seduto in prima fila, si alza e, da sotto il palco, gli grida: “Che fai, mi cacci?”. E' la fine dell'alleanza. Giovedì 29 luglio viene votata l'uscita di Fini dal Pdl per “assoluta incompatibilità politica”. Il giorno dopo il presidente della Camera annuncia la nascita di Futuro e Libertà. Il 29 settembre Berlusconi si presenta alla Camera per chiedere la fiducia al governo che ottiene con largo margine: 342 sì e 275 no.

LA FIDUCIA DEL 14 DICEMBRE

Il 14 dicembre il Parlamento conferma di nuovo la fiducia a Berlusconi. Mentre la Camera vota, Roma è assediata dalle manifestazioni e blindata dalle camionette della polizia, che impediscono ai manifestanti di raggiungere Palazzo Madama e Montecitorio.

2011 - “NEL 2013 LASCIO, TOCCA AD ALFANO”

In un'intervista a Repubblica dell'8 luglio, Silvio Berlusconi attacca pesantemente il suo ministro dell'Economia Giulio Tremonti e che alle prossime elezioni il candidato premier del centrodestra sarà Angelino Alfano. “Io – dice - farò il padre nobile”.

LA RINUNCIA

Dopo la pesante sconfitta alle comunali di Napoli e Milano, il venire meno dell'asse con la Lega di Bossi, i nuovi scandali che hanno coinvolto alcuni esponenti della sua maggioranza, lo stesso Giulio Tremonti e lui in persona, la crisi economica che aggrava sempre di più la situazione finanziaria dell'Italia, colpito dal declassamento dell'Italia da parte delle agenzie di rating, le critiche della Chiesa, le risatine di Merkel e Sarkozy, la ribellione interna, le defezioni di alcuni parlamentari, alle 20.45 del 12 novembre Silvio Berlusconi getta la spugna e sale al Quirinale per rimette il suo incarico nelle mani del capo dello Stato Giorgio Napolitano mentre in piazza i suoi oppositori stappano bottiglie di spumante. Ad attenderlo al suo rientro a Palazzo Grazioli altri fischi, insulti e lanci di monetine.

2013 – LA GRANDE RIMONTA

“Abbiamo fatto una rimonta straordinaria, con questi numeri siamo determinanti. Dovranno venire a patti con noi”. E' il 25 febbraio del 2013. All'indomani dei risultati elettorali, Silvio Berlusconi festeggia il successo di un'impresa che solo poche settimane prima sembrava disperata. Dato per morto dal centrosinistra guidato dal candidato premier del Pd Pierluigi Bersani, a Silvio Berlusconi basta riprendere in mano le redini del suo partito per ribaltare tutti i pronostici. Complice anche l'exploit del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, la perdita in termini di numeri di milioni di voti rispetto al 2008 è consistente, ma non abbastanza da far vincere il centrosinistra. La coalizione di Bersani si impone sì alla Camera, come previsto, ma per solo mezzo punto percentuale: 29,53% contro il 29,13% dell'alleanza guidata da Pdl e Lega. Al Senato va ancora peggio: il centrosinistra non ha la maggioranza. Bersani non riesce a formare un governo e Napolitano, rieletto, darà vita a un esecutivo delle larghe intese in cui Silvio Berlusconi risulta determinante.

LA NUOVA FORZA ITALIA

18 settembre 2013. A poche settimane dalla condanna definitiva in Cassazione nel processo Mediaset, sui diritti tv. All'indomani della sentenza di condanna ad un risarcimento di quasi 500 milioni di euro a De benedetti per il Lodo Mondadori, Silvio Berlusconi affida ad un nuovo videomessaggio la sua nuova mossa politica: la "rinascita" di Forza Italia.

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