Esteri

"Caro Babbo Natale, libera mia sorella dai bulli"

E' la richiesta di Ryan Suffern, un bambino americano che vuole così proteggere sua sorella Amber, presa in giro perché obesa

Ryan Suffern e sua sorella Amber (Credits: facebook)

Ryan Suffern ha 8 anni. Frequenta la terza elementare in una scuola del North Carolina e ha una sorella gemella, Amber, che ama più di qualsiasi cosa al mondo. Le vuole talmente bene che, ogni sera, prega Dio perché faccia smettere quei bambini che, a scuola, la prendono in giro e la fanno soffrire. 

Ma le cose, purtroppo, non cambiano. 

Amber, che ha problemi di obesità, non si lamenta mai. Neppure con la mamma. Le chiede solo di restare a casa. Di non andare a lezione. 

Ma quanti bambini preferirebbero non alzarsi la mattina… 

Inoltre Karen, madre single di due gemelli, ha anche altri problemi da affrontare. Primo fra tutti, quello di far quadrare il bilancio. Il lavoro di segretaria amministrativa, part time, in una società di assistenza sanitaria domiciliare, non è sufficiente a pagare tutte le bollette. E poi c’è Natale, che, anche se ancora lontano, prevede spese extra. 

Così, decisa a risparmiare per i regali, Karen chiede ai suoi bambini di scrivere, in anticipo, a Babbo Natale. La letterina di Ryan recita così:

Caro Babbo Natale,

La mamma mi ha detto di scriverti la lista dei regali che vorrei per Natale. Volevo chiederti una macchinina telecomandata e un elicottero ma ora non li voglio più. I bambini a scuola stanno ancora prendendo in giro Amber e non è giusto perché lei, a loro, non fa niente e la cosa mi fa arrabbiare. Ho pregato tanto perché smettano, ma Dio è molto occupato e ho bisogno del tuo aiuto. E 'contro le regole rinunciare ai regali così presto? Puoi anche chiedere a Big Time Rush (n.d.r. attori di una serie tv americana popolare tra i ragazzini) di venire alla festa di compleanno di Amber? La farebbero molto felice. Ma se non ce la fai, va bene ugualmente, basta tu le faccia avere tutto quello che chiede.

Grazie Babbo Natale,

Ti voglio bene Ryan.

P.S. La mia mamma organizza le più belle feste di compleanno. Puoi venire se vuoi.

Per Karen, che a sua volta ha problemi di peso, è uno shock. La piccola Amber, che soffre anche di deficit di attenzione (iperattività) e di altri disturbi mentali e dell'umore, non ha mai menzionato gli episodi di bullismo. 

Solo Ryan, che per la prima volta un mese fa ha iniziato a frequentare la stessa classe della sorellina, pochi giorni prima aveva preso la mamma in disparte e le aveva iniziato a raccontare delle costanti prese in giro subite da Amber.

I bambini a scuola ridevano per il suo peso, la sua incapacità di fare ginnastica, o insinuando che fosse adottata, perché multirazziale. 

Poi la letterina. Perché Ryan invece di scegliere la via del confronto, con gli altri bulli o con la stessa sorella, decide di affidarsi a chi, i desideri dei bambini, dovrebbe esaudirli. E lui desidera tanto che il dolore smetta.

L’obesità di Amber è infatti legata a un fattore emotivo. Pesa 65 chili, il doppio di quelli del fratello. E’ indifesa e come quel 30 per cento di bambini americani vittime di bullismo, subisce frecciate, cattiverie, abusi mentali. E accusa il colpo. 

Sollecitata da Karen, infatti, svela il desiderio di “non essere più al mondo, così nessuno avrebbe più potuto darle nomignoli crudeli”.

E Karen fa quello che puo’. Affronta insegnanti, preside. Chiede che i genitori inizino a insegnare ai figli che la “diversità” non è ragione di cattiveria. Poi pubblica la lettera di Ryan su Facebook. 

In migliaia rispondono. 

Forse ora Ryan scoprirà che Babbo Natale non esiste. 

Forse a esaudire i suoi desideri saranno altri bambini. 

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