Esteri

Merkel punta sulle sue mani. Funzionerà?

La Cdu punta su un enorme poster elettorale della cancelliera. Ecco cosa ne pensano sei esperti - le immagini  

Il manifesto elettorale di Angela Merkel davanti alla stazione centrale di Berlino (Credits: Sean Gallup/Getty Images)

La Cdu ci aveva avvisato : nell’ultima parte della campagna concentreremo la campagna sul nostro candidato, Angela Merkel. Non ci aspettavamo, però, un cartellone con 2.150 foto di mani che vanno a comporre il gesto tipico dell’austera Kanzlerin. Un’immagine da 2.400 metri quadrati, che ai migliaia di passanti della stazione centrale di Berlino dice: “Metti il futuro della Germania in buone mani”.
È una scelta forte, che svela l’immagine che la donna più potente d’Europa vuol dare ai propri elettori. A giudicare dalle parodie , il cartellone non è passato inosservato.

Ma è stata una buona idea? L’abbiamo chiesto a sei professionisti della comunicazione.

Marco Cacciotto:
Consulente politico, insegna Marketing politico e public affairs all’Università di Milano
Il collage non è una scelta originale (l’ha usata Obama ma anche Formigoni, per dire). Qui però Merkel usa un suo gesto caratteristico, che pare gli sia stato consigliato per addolcire la sua apparenza non tipicamente femminile. È una gestualità così distintiva che non serve nemmeno mettere il volto di Merkel. La campagna usa il posizionamento classico del candidato uscente: non fate salti nel buio, andiamo avanti, insomma “meglio il diavolo che conoscete”. È una scelta efficace, perché gioca su quello che la maggioranza degli elettori vuole. Le prese in giro sono un moltiplicatore (basti pensare al “Meno tasse per tutti” di Berlusconi nel 2001).

Matteo Colle:  
Partner di MR & Associati Comunicazione
È una scelta coraggiosa, che rappresenta l'esempio perfetto della personalizzazione della comunicazione politica e della politica contemporanea. Altro che priorità al partito o alla "ditta", il leader conta eccome. È sufficiente citare visivamente un suo vezzo (le mani a rombo) per fare riferimento a un frame subito chiaro per i cittadini: "Io sono la cancelliera, io rappresento la garanzia della coesione della nazione”. La scelta così forte di puntare tutto su un gesto riconoscibile, trasforma Merkel in oggetto simbolico e allora si apre la strada per la parodia e la viralizzazione della campagna.

Paolo Guarino
Analista e consulente politico, fondatore dello studio di political consulting Dgg
Il mosaico come insieme composto da parti non è una scelta particolarmente originale ed efficace. È interessante, però, la scelta di valorizzare le "buone mani" della Cancelliera.
Quello che colpisce, ed anche quello che sembra rendere efficaci le parodie, è il tono estetico dato al mosaico: i colori spenti e la forma che assumono le mani giunte producono un effetto riflessivo e statico, evocando immaginari di fredda distanza e cattiva autoreferenzialità. È un linguaggio molto distante dagli altri manifesti della campagna, giocata su una normalità quotidiana e su visi sereni e rassicuranti. A guardare questa rappresentazione non si direbbero persone pronte a mettersi in quelle mani.

Pietro Costamagna
Strategic Planner dell'agenzia di comunicazione Innocean Worldwide Italia
È una comunicazione contraddittoria: parla del futuro usando un’idea creativa vista e rivista. La somma delle mani crea senso di appartenenza, il gesto è molto riflessivo, dà l’impressione che chi parla ponderi quello che dice (è una gestualità simile a quella di Mario Monti, non a caso). Mancano però l’innovazione, la spinta di avanti, qualcosa che si possa associare all’idea di “futuro”.

Andrea Fontana
Managing director di Storyfactory
È difficile giudicare una campagna di comunicazione politica da un unico gesto, ma ci sono tre aspetti da notare. Il primo, la posizione: un edificio in costruzione vicino alla stazione ferroviaria centrale di Berlino, un luogo di grande transito. Questo gli permette di dare un messaggio di crescita, sviluppo, edificazione. Il secondo, il simbolo: le mani giunte, che rimandano a sicurezza ma anche a reattività, perché la posizione è di attesa in vista di qualcosa. Il terzo, la conversazione scaturita: la ripresa satirica o a volte sarcastica, è stata generata da un pubblico che non è rimasto indifferente, ma ha iniziato a dialogare. Sanno di chi sono quelle mani e l’immagine è rimasta impressa. Quindi l’operazione di marketing è riuscita.

Marino De Luca:
Redattore di Spinning Politics e studioso dell’Università della Calabria
La scelta delle mani giunte ha a che fare con l'iconografia del rapporto tra i distanti. L'unione e la riconciliazione. La sinistra e la destra che si ritrovano, il mare e la terra, l'uomo e la donna. O con qualche volo pindarico la Germania dell'est e quella dell'ovest. La Germania ha bisogno di fare pace con se stessa e la Merkel offre questo. È una campagna forte. La satira e la parodia sono un buon volano di comunicazione (Bersani in camicia bianca, in questo, è un’eccezione).

ps: l’agenzia che ha pensato la campagna, la berlinese Blumberry, era ben disposta a parlarci. Poi, viste le prime critiche, ci ha ripensato. 

© Riproduzione Riservata

Commenti