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Arrivederci, 2012, anno bisesto (e funesto)

Il meglio ed il peggio di un anno duro per tutti ed i nostri desideri per il 2013

Il Senato vota la fiducia alla legge di stabilità (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

Alle spalle il 2012, alle spalle. Proprio vero: “Anno bisesto, anno funesto”.

C’è da recriminare per l’anno che va via. Occasioni mancate e disgrazie centrate in pieno. Respiriamo scetticismo, abbiamo paura del futuro. Ma quel giorno in più di febbraio che rende bisesto il 2012 ormai lo abbiamo scontato. Il 2013 sarà migliore. Oh, sì, che lo sarà, in fondo dipende da noi (non chiedere che cosa ti porterà il 2013, ma cosa tu potrai fare di meglio nel 2013).

Chiudo gli occhi e vedo scorrere le immagini, belle e brutte, dell’anno che finisce. La balena ferita della “Costa Concordia” coricata davanti al Giglio,  l’intervista a caldo, di notte, al comandante (!) Schettino che ci prende per il culo (scusate, non trovo un’espressione equivalente). L’audio sul web della comunicazione col capitano De Falco della capitaneria di porto che sferza: “Comandante, le faccio passare l’anima dei guai. Salga a bordo!”. Emblema delle due Italie.

L’Italia di Schettino e quella di De Falco. L’Italia in cui una ragazza di 16 anni, Melissa Bassi, muore bruciata da una bomba davanti a una scuola di Brindisi.

L’Italia dei piccoli e medi imprenditori che ogni giorno lottano eroicamente contro la crisi e le tasse, per non licenziare i propri dipendenti.

L’Italia dei “Batman” Fiorito, di destra e di sinistra, che spendono i nostri soldi per fare la bella vita e insistono a proclamarsi nel giusto, e quella delle famiglie di Finale Emilia che si rimboccano le maniche e a testa bassa, con dignità, risalgono la china. Lavorano. Faticano. Ricominciano.

L’Italia che paga le tasse e quella che le evade, l’Italia del merito e quella dei privilegi (ma queste non sono esclusive dell’anno bisesto). Il 2013 è l’anno di Mario Monti e Beppe Grillo, il tecnico e il comico. Dell’uomo che Panorama ha eletto “uomo dell’anno”, Mario Draghi, salvatore della patria come presidente accorto e riservato della Banca centrale europea.

Ci hanno lasciati in tanti, come ogni anno. Pezzi della nostra vita. Italiani e stranieri. La bella e sfortunata Whitney Houston, Donna Summer e Sylvia Kristel (Histoire d’O), Lucio Dalla, lo sceneggiatore artista Tonino Guerra, l’editore Enzo Sellerio, lo scrittore di Notturno indiano Antonio Tabucchi, gli sportivi Piermario Morosini, Vigor Bovolenta e Giorgio Chinaglia, gli architetti Gae Aulenti e Niemeyer (il creatore di Brasilia), l’inventore delle notti bianche Renato Nicolini e il padre di ET Carlo Rambaldi, l’autore di “Fahrenheit 451” Ray Bradbury, l’uomo che per primo ha messo il piede sulla luna Neil Armstrong, l’imprenditore del porno Riccardo Schicchi e Theodoros Angelopoulos, morto sul set del suo ultimo film, il campione del made in Italy Sergio Pininfarina... C’è un dovere di memoria. Tra tutti, voglio ricordare Gilles Jacquier, il reporter francese ucciso in Siria mentre testimoniava l’orrore della guerra contro i civili (quella che ai pacifisti non interessa).

Quante ne sono successe, nel 2012. Il record di velocità in caduta libera di Baumgartner, oltre il muro del suono, emozionante rottura di un limite che pareva insuperabile. Le rinunce all’agonismo del più grande nuotatore di tutti i tempi, l’americano Phelps, e del ferrarista Schumacher.

È stato l’anno delle primavere arabe precipitate nell’autunno incerto di un Egitto ancora in fiamme, e dell’ennesima guerra a Gaza coi missili che piovevano fin su Gerusalemme e Tel Aviv. L’anno della rielezione di Barack Obama e dell’ennesima strage degli innocenti in una scuola del Connecticut. L’anno di Angela Merkel e del collasso dell’Europa.

Il 2013 ci darà un nuovo governo. Preghiamo che non sia peggiore degli ultimi. L’anno delle primarie del centrosinistra ci ha “regalato” il ritorno al passato con Pierluigi Bersani e la sconfitta del giovincello Matteo Renzi. Incalza e impazza il navigatore del web e dello Stretto, Grillo. Assistiamo alle prove tecniche di elezione del Professor Monti, l’asceta dello spread “asceso” in politica. E al ritorno di Berlusconi. Il timore è che a conti fatti, per noi non cambi nulla.

Posso esprimere qualche desiderio? Che il 2013 sia l’anno in cui rimontino i giovani. Che alla Camera non riesca a entrare il magistrato in aspettativa e deludente funzionario anti-droga dell’ONU, Antonio Ingroia. Che questa povera Italia si avvicini di più all’Europa (del Nord) e agli Stati Uniti e un po’ meno all’Africa (con tutto l’amore per l’Africa). Che al rigore subentri finalmente un po’ di ricrescita e equità. Che i nostri figli non continuino a doverci maledire per l’Italia futura che gli abbiamo apparecchiato. Che il comandante Schettino non vada più neppure in gommone e Rosy Bindi non segga ancora sullo scranno più alto della Camera. Che D’Alema non ridiventi il ministro degli Esteri che va a braccetto con Hamas e Hezbollah. Che basti scaricare gli scontrini per far pagare il dovuto, invece di dover assistere alle incursioni una tantum della finanza, da Cortina a Positano. Che spariscano le Province e parroci come don Corsi (quello del volantino nella bacheca della chiesa di Lerici che accusa le donne di complicità nella violenza di cui sono vittime) non celebrino più messa e non possano più dispensare i loro “insegnamenti”. Che nel mondo la libertà prevalga sul fanatismo.

Buon anno. Che sia nuovo davvero.

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